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Tina Turner – What’s love got to do with it (1984)

todayAprile 5, 2022 1

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“What’s love got to do with it” fu pubblicata il 4 giugno del 1984 come terzo singolo di “Private dancer”, quinto album della carriera solista di Tina Turner: si tratta della canzone di maggiore successo della cantante statunitense che in questa occasione, per la prima ed unica volta in carriera, il 1° settembre 1984, conquisto’ la vetta della Billboard Hot 100 (oltre che della classifica australiana e canadese) e la posizione #3 della UK Singles Chart.

Al momento della pubblicazione di “What’s Love Got to Do with It” Tina Turner era addirittura considerata un’artista in declino, dato che il suo ultimo (peraltro moderato) successo risaliva alla cover di “Proud Mary” dei Creedence Clearwater Revival che aveva inciso nel lontano 1971: nei successivi tredici anni non era riuscita a piazzare nessun singolo nella Hot 100 (e ne erano trascorsi ben ventiquattro da “A fool in love”, cantata in coppia con l’ex marito Ike). La stessa Capitol Records rimase sorpresa del successo di “What’s Love Got to Do with It” che rese Tina Turner, con i suoi quarantaquattro anni, l’artista più “anziana” ad aver raggiunto la prima posizione della Billboard Hot 100 (un record battuto dagli Aerosmith nel 1998 ed ancora da Cher nel 1999).

Grazie a “What’s love got to do with it” Tina Turner si aggiudico’ ben tre Grammy Awards nelle categorie “Record of the Year”, “Song of the Year”, e “Best Female Pop Vocal Performance”, cui si aggiunse nel 2012 il “Grammy Hall of Fame Award”.

Curiosamente, alla Turner la canzone fu proposta solo dopo una serie di rifiuti da parte di altri artisti: i suoi autori Terry Britten e Graham Lyle la offrirono infatti inizialmente a Cliff Richard (reduce dal grande successo di “We don’t talk anymore”), quindi a Phyllis Hyman (alla quale Clive Davis, il boss della Arista Records, impedi’ di registrarla, commettendo un clamoroso errore di valutazione) ed infine a Donna Summer, che la tenne nel cassetto per un paio d’anni e poi non la incise.

“What’s love got to do with it” fu proposta anche alla band britannica Bucks Fizz, che ne realizzo’ una demo che fece da modello alla versione della Turner.

Per la verita’ anche Tina Turner nutriva inizialmente parecchi dubbi sulla bonta’ della canzone, che sentiva lontana dalle sue corde, ma si fido’ dell’intuito del suo manager Roger Davies, che la riteneva invece il pezzo ideale per rilanciarne la carriera: “Tina odiava quella canzone” – ricorda il produttore Rupert Hine – “Ma affronto’ la cosa con grande professionalita’ ed un talento pazzesco. Le consegnai una demo che si porto’ a casa perche’ familiarizzasse col pezzo. Continuo’ a cantarla finche’ non la fece propria, adattandola al suo registro ed alle sue caratteristiche, con grande diligenza”.

Il tema della canzone (uno dei principali motivi per cui la Turner non apprezzava il pezzo) e’ quello dell’amore carnale, scevro da qualsiasi coinvolgimento sentimentale: “What’s love got to do with it” nasce come una sorta di “anti-love song” nella quale chi canta sostiene di non volere nulla di piu’ di un rapporto fisico (“It’s physical, only logical. You must try to ignore that it means more than that/E’ una cosa puramente fisica e logica. Non devi assolutamente pensare che sia qualcosa più di questo”).

Nel prosieguo della canzone viene tuttavia chiarito che questo assunto sia solo di una provocazione: il cinico tentativo di sminuire l’amore (“What’s love, but a second-hand emotion?/Cos’è l’amore, se non un’emozione di seconda mano?”), riducendolo ad un cliché anacronistico (“What’s love, but a sweet old-fashioned notion?/Che cos’è l’amore, se non una dolce idea fuori moda”) derivi da una precedente delusione (“Who needs a heart when a heart can be broken?/A chi serve un cuore quando un cuore può essere infranto?”) e’ solo un atteggiamento “autoconservativo” il cui scopo è quello di evitare di essere feriti per l’ennesima volta (“I’ve been thinking about my own protection. It scares me to feel this way/Penso alla mia protezione. Mi spaventa sentirmi così”).

Per la promozione di “What’s Love Got to Do with It” furono girati due video promozionali: nel primo (diretto da Mark Robinson) la Turner interpreta la canzone mentre cammina per le strade di New York (a 2’54’’ compare anche la sorella di Bruce Springsteen, Pamela, nei panni di una ballerina che sta litigando col fidanzato), mentre nel secondo (diretto da Bud Schaetzle e girato in un raffinato bianco e nero) ai primi piani della Turner si alternano quelli di alcune coppie che litigano tra loro, evidenziando le incomprensioni che caratterizzano anche la relazione piu’ salda.

Written by: ondawebradio

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