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Paul McCartney e Michael Jackson – Say, Say, Say (1983)

todayMarzo 28, 2022 1

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Paul McCartney compose “Say, Say, Say” nel 1981 alla chitarra acustica pensando di includerla nell’album “Tug of war” del 1982: la gran mole di materiale registrato durante queste sessioni lo convinse tuttavia a rimandarne la pubblicazione al successivo “Pipes of peace”, del quale divenne il pezzo di maggiore richiamo commerciale.

Nel 1977 Paul McCartney aveva incontrato Michael Jackson ad un party ad Hollywood ed in quell’occasione gli aveva proposto di incidere la sua “Girlfriend” (che avrebbe registrato con gli Wings per l’album “London Town” del ‘78, mentre Michael l’avrebbe comunque incisa per “Off the Wall” del ‘79), ripromettendosi di registrare in futuro qualcosa assieme.

Quando i due artisti si incontrarono nuovamente nel 1980, decisero di passare dalle parole ai fatti: “Era il giorno di Natale, ero a casa mia e squillo’ il telefono” – ricorda McCartney – “Come prima cosa mi chiesi chi diavolo avesse il mio numero privato e stesse disturbando la mia privacy, poi quando risposi, una vocina (che pensai fosse di un’amica delle mie figlie e che poi si rivelo’ essere Michael) mi chiese se volessi scrivere insieme qualche canzone. Risposi che sarebbe stata una buona idea e lo invitai a raggiungermi in Inghilterra”.

“Quando Michael venne da me, iniziammo ad improvvisare con le chitarre acustiche. Io scrissi tutta la musica di ‘Say, say, say’ e Michael contribuì a buona parte del testo [“All alone, I sit home by the phone, Waiting for you, baby …”]. Michael non è quello che si potrebbe definire un vero e proprio compositore” raccontò McCartney nel “World Tour Booklet” che accompagnava i suoi concerti del 1989.

Nonostante Paul McCartney la definisca una collaborazione “poco convenzionale” (che fruttò anche “The man”, altro brano presente su “Pipes of peace”), da queste sessioni derivò quello che è a tutt’oggi il singolo più venduto della sua carriera solista (nonché la sua ultima #1 negli Stati Uniti).

Per ricambiare la cortesia, McCartney accettò di incidere con Jackson “The girl is mine” (l’unico duetto presente nell’album “Thriller”), che fu curiosamente pubblicata prima di “Say, say, say”: dopo averne inciso la base a Londra, la canzone rimase infatti “chiusa in un cassetto” per parecchi mesi per essere ripresa solo nella primavera del 1982, quando McCartney si recò a Los Angeles per la registrazione di “The girl is mine”.

In questa occasione a “Say, say, say” fu aggiunta la parte di armonica di Jerry Hey ed il bellissimo arrangiamento dei fiati, ideando il riff che costituisce una delle principali caratteristiche della canzone: Paul McCartney rimase particolarmente soddisfatto dal sound funky/dance assunto dal brano, intuendone immediatamente le grandi potenzialità commerciali.

“Feci ‘Say, say, say’ in studio con Jackson per quello che doveva essere solo un provino per lui e Paul” – ricorda Nathan Watts, responsabile di avere “scippato” a McCartney la parte di basso presente nella canzone – “Michael non mi disse cosa suonare, seguii solo il ‘feel’ del pezzo, pensando che Paul alla fine avrebbe comunque sovrainciso il suo basso. Quando McCartney ascoltò la mia registrazione gli piacque invece a tal punto da decidere di tenerla così com’era!”.

A dimostrazione di quanto McCartney confidasse nel successo di “Say, say, say”, l’elaborato video promozionale (una sorta di piccolo film ambientato nell’America rurale dell’800, nel quale Paul e Michael interpretano due truffatori) fu girato in California con grande dispendio di risorse economiche ed energie, nell’area che diventerà nota come Neverland Valley Ranch (Jackson si innamorò infatti a tal punto del posto che decise di acquistare la proprietà per stabilirvisi).

Mi fa piacere che qualche anno fa questo aspetto sia stato rimarcato in radio dai mitici Paolo e Lester (allora su Rmc, oggi su R101), che si produssero in una entusiastica analisi stilistica della canzone (ai tempi già un classico), confrontata alla pochezza delle attuali hit presenti in classifica.

Written by: ondawebradio

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