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Sociale

Catcalling e Knockout game: la violenza senza confini

todayMarzo 5, 2022 6

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Fischi, battute sessiste, allusioni sessuali, domande invadenti, insulti offensivi, suoni di clacson, inseguimenti per strada o in macchina … Per alcuni è l’ultima frontiera delle violenze di genere, per l’Accademia della Crusca si configura come una molestia sessuale, prevalentemente verbale, che avviene in strada. In un’unica parola il Catcalling! Oggi, sabato 5 marzo, il nostro occhio clinico ha passato a scanner una tematica sociale di impatto molto attuale, un concetto che contribuisce a far evolvere la cosiddetta questione di genere, alimentando un dibattito che ora vede nei social network il principale palcoscenico.

Il catcalling è una vera e propria molestia verbale ed è caratterizzata dal classico commento non richiesto (“Ciao bella”) e/o fischio, appunto “richiamo del gatto“, da parte degli uomini nei confronti delle donne. Frasi come “Sei uno schianto“, “Mi fai impazzire“, “Hai un fisico da paura“, che poi prendono accettazioni dialettali a seconda della città in cui vengono usate, vengono ormai percepite dalle donne non come un modo per cercare un approccio teso realmente alla conoscenza, ma solo come un atteggiamento maschilista.

Non mi sento di fare il moralista della circostanza, corteggiare per strada una bella donna credo non sia da condannare a priori, d’altronde è sempre stato un modo per approcciare, per tentare di parlare con una donna di cui ci si è invaghiti, tante coppie sono nate così nel corso degli anni! L’attenzione volgare e insistente è molestia (catcalling appunto), il fatto che una donna la respinga deve essere un baluardo invalicabile. La circostanza però che la donna sia sola per strada dovrebbe consigliare a chiunque di non tentare l’approccio perché normalmente impaurisce. Definite queste regole, non mi sento di condannare i complimenti degli sconosciuti. Come sempre, serve un codice. Il catcalling è l’esempio forse più eclatante di fraintendimento della libertà di parola: si pretende che l’uomo abbia il diritto di esprimere le proprie opinioni spesso esplicite su una passante, ma che questa non possa difendersi adeguatamente o lamentarsene. La possibilità di esprimersi dell’individuo termina invece laddove inizia quella dell’altro, ed è perciò fondamentale riconoscere, alla luce di questo, tutti quei comportamenti ben radicati anche nella società moderna per poterli estirpare definitivamente. Parlando di Catcalling non posso non far riferimento a ciò che è successo ad una giornalista poco tempo fa, nel dopopartita di Empoli – Fiorentina quando ha ricevuto un palpeggiamento non richiesto proprio mentre stava lavorando raccogliendo interviste per i protagonisti del match appena terminato, Greta Beccaglia. In tanti hanno pensato frasi del tipo “Che cos’è poi una pacca sul sedere, uno strusciamento, qualche parola lasciva? Le violenze sono ben altre”. Eppure, anche quando le violenze sono ben altre e si tratta di stupri e abusi che le donne denunciano, noi uomini non ci troviamo mai immersi in una corale e comune indignazione a sostegno della vittima. Ci sono sempre dei “se” e dei “ma”, ci sono le giustificazioni per gli stupratori, ritenute attenuanti, e i giudizi sommari sulle donne che hanno subìto lo stupro a significare (per loro) che è la stessa donna la causa dello stupro. O non si crede alle vittime, dubitando della loro parola, o le si denigra per essersi messe in quella situazione, per aver bevuto, per essere andate in giro di notte in minigonna e autoreggenti, per le loro scelte sessuali, per aver provocato. “ Dai non te la prendere, non te la prendere” oppure “Eh… ma che sarà mai uno schiaffetto? E’ un complimento! E poi alle donne i complimenti fanno piacere”. Molti sminuiscono questo tipo di molestie ma deve far riflettere il fatto che c’è una grande differenza tra un “come sei bella” e/o un “sei troppo bona” o peggio ancora! Riflettete, se lo dicessero alla vostra compagna, vostra sorella, vostra madre, come vi sentireste? Ecco, la coerenza sarebbe quella di non fare agli altri ciò che non vorresti fosse fatto a te! Non bisogna scappare a casa piangendo, dico alle donne, bisogna reagire, sempre! La causa di queste attenzioni indesiderate non è il vostro abbigliamento, il vostro fisico, il vostro atteggiamento, ma è solo la mentalità perversa di pochi e insulsi uomini!

Knockout Game: chiamarlo game (gioco) sembra davvero paradossale, ma è questo il nome con cui è stata importata da oltreoceano una nuova pericolosissima moda criminale che sta prendendo piede purtroppo anche in Italia: cercare di mandare a terra con un solo pugno ignari passanti scelti a caso per la strada (e poi, naturalmente, scappare via).

Gli autori di questo nuovo micidiale “passatempo” sono giovani annoiati (e, dovremmo aggiungere, codardi), che agiscono singolarmente o più spesso in piccoli gruppi. Una caratteristica del fenomeno knockout game può essere rintracciato nel fatto che le vittime sono scelte tra i soggetti fisicamente più indifesi, anziani, ragazzini, donne sole, persone di corporatura minuta, oppure momentaneamente distratti. E poi c’è l’effetto amplificatore dei social: gran parte della “soddisfazione” per gli autori dei ko è data dal potersi vantare sui social network della “bravata” compiuta impunemente, postandone spesso dei brevi filmati.

Una nuova moda in pratica importata dall’America, solo che stavolta non si tratta di abbigliamento e/o tecnologia ma di vera violenza! Ahimè questo scempio è arrivato anche qui a Napoli e a farne le spese sono state proprio donne! Un uomo, poi identificato dalle forze dell’ordine si aggirava fino a poco tempo fa per il centro della città partenopea e colpiva con violenza le donne che passeggiavano da sole con schiaffi e pugni al volto. Il Knockout game è uno di quei fenomeni apparentemente senza alcun significato, non ci troviamo di fronte a due persone che risolvono un problema usando la violenza. In questo caso, il problema non esiste; si sceglie qualcuno da pestare. Per il modo in cui è vestito? Per ciò che rappresenta in quel preciso momento? Nessuno riesce a capirlo e quello che ha sconvolto la maggior parte delle persone è la presenza di alcuni amici dell’aggressore, pronti a riprendere l’avvenimento con il proprio smartphone e a pubblicare il tutto sui vari social network. Se osserviamo gli elementi elencati notiamo: Strada, aggressioni, pubblico e…..smartphone. Cosa otteniamo se osserviamo questi quattro elementi? La risposta è semplice: la società moderna. Questo tipo di tendenze viene fuori da ciò che la società, oggi, inculca nelle menti dei giovanissimi. La televisione e i vari media poi rincarano spesso la dose propinando violenza a go go … insegnamenti? ZERO! E così, ci troviamo di fronte a personaggi che violano qualsiasi legge, impegnati in ridicoli programmi televisivi, il cui unico scopo è l’audience, dare lezioni di vita e di costume, oltre a riempire le proprie tasche. E questo tipo di televisione, può avere un solo effetto: quello di desensibilizzare i ragazzi verso la violenza e di creare quella condizione mentale, dove “non importa in che modo, ma l’importante è essere visti”.

L’appello va a voi genitori: cercate di inculcare dei princìpi ai vostri figli, diversi da quelli della televisione e cercate di far capire loro che quello che vedono nello schermo non è la realtà. L’indifferenza e un pensiero personale rivolto soltanto a soddisfare il proprio ego senza spirito di sacrificio, renderà questi ragazzi delle nullità che non sceglieranno il “Male” come vita, ma semplicemente non sceglieranno “Niente”. Il primo passo per guarire dal “male”, qualunque sia questo male, è il riconoscimento dello stesso. Non si può curare un’infezione se non si sa dove sia o addirittura cosa sia, e allora non si potranno curare le molestie, il catcalling e i femminicidi fino a quando non riconosceremo ed inquadreremo il fenomeno nella banale, quanto orribile, poca considerazione che della donna, e più in generale del prossimo, si ha nella società contemporanea. In questo la famiglia di origine gioca un ruolo fondamentale: è importante educare infatti sia i giovani uomini che le giovani donne al rispetto dell’altro e soprattutto di se stessi per imparare al meglio a difendersi anche da certi atteggiamenti che purtroppo ancora vengono attuati nella nostra società!

Articolo di Fabio Iuorio

Written by: ondawebradio

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