Italia e occupazione: il RDC allontana i giovani dal lavoro, facciamo chiarezza!

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Imagine, come ormai ben sapete, è un programma di pure indagini sul sociale, su ciò che accade sotto i nostri stessi occhi, e anche sabato 18 settembre, ho pensato di proporre una tematica oggetto di discussione da parecchi mesi: il famigerato Reddito di Cittadinanza!

Panem et circenses dicevano gli antichi romani… E’ la frase con cui vorrei partire, iniziare questa nostra piccola indagine sull’argomento da tempo in voga nel panorama italiano, il famigerato Reddito Di Cittadinanza.

Panem et circenses è un’espressione latina di Giovenale contenuta in una delle sue satire più celebri, la decima, in cui descrive quello che la plebe romana, ignara delle prevaricazioni da parte dei privilegiati, si accontentava di avere: un’elargizione periodica e gratuita di grano (panem) e la possibilità di assistere ai giochi del circo (circenses). In questo modo, secondo il poeta, chi aveva il potere e governava conquistava il consenso del popolo, mentre quest’ultimo, non comprendendo la miseria di ciò che riceveva rispetto ai privilegi dei più ricchi, si accontentava di poco, solo di pane e di spettacoli – le lotte dei gladiatori, le corse dei carri e i terribili combattimenti con gli animali. La locuzione panem et circenses indica dunque questo: l’agire di chi con poco si guadagna il favore delle masse.

A questo punto mi pongo una domanda: il Rdc è sussidio a sostegno della disoccupazione o un “contentino” per il popolo? Iniziamo col dire che Il reddito di cittadinanza è una misura di integrazione del reddito volta ad aiutare chi si trova momentaneamente in difficoltà economica. Tale misura è prevista per la prima volta nella Legge di bilancio 2019 (Legge 30/12/2018 n° 145) e viene disciplinata dal Decreto-Legge 28 gennaio 2019 n. 4 recante Disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni e proprio in questo decreto il reddito di cittadinanza viene definito come “misura unica di contrasto alla povertà alla disuguaglianza e all’esclusione sociale, a garanzia del diritto al lavoro, della libera scelta del lavoro”.

RDC è opera del M5S se non erro e, lungi da me parlare di politica, se mi è concesso vorrei fare un plauso personale a chi ha dato una possibilità di sopravvivenza a tante persone che mai come in questi ultimi tempi non se la sta passando molto bene tra costi della vita aumentati e perdita di lavoro.

Ora però mi tocca fare anche un po’ il cosiddetto “avvocato del diavolo” parlando di 2 figure quasi mitologiche ( e pardon la sottile vena di satira ): i centri per l’impiego e i famosi Navigator. Il navigator deve facilitare l’incontro tra i beneficiari del programma RdC e i datori di lavoro, i servizi per il lavoro e i servizi di integrazione sociale. Ha dunque il compito di fornire assistenza ai CPI (Centri per l’Impiego) nel seguire i beneficiari del reddito di cittadinanza nella ricerca di una nuova occupazione, e al tempo stesso di controllare che tutte le attività proposte siano svolte nei modi e nei tempi stabiliti. Detto in questo modo sembrerebbe una barzelletta o essere tutti delle vittime di Scherzi a Parte, sappiamo bene che nella realtà dei fatti avviene l’esatto contrario…. Solo pochi giorni fa ho potuto leggere che probabilmente toccherà alle agenzie di reclutamento private per dare una mano a far trovare lavoro. L’ipotesi di mettere in panchina i centri per l’impiego, a corto di personale e incapaci di trovare lavoro agli utenti, sta prendendo sempre più corpo.

Ed eccoci ad un altro aspetto cruciale del rdc … le truffe! Siamo in Italia, sembrerà banale poterlo dire, ma mi sembra logico poter sottolinearlo, nella maggior parte dei casi, si “vive alla giornata”: c’è chi si arrangia come può per sopravvivere e chi, noncurante delle regole e del prossimo, vive di truffe, raggiri. Non è un mistero che da quando è entrato in vigore il rdc sono aumentati casi di truffe ai danni dello Stato e di conseguenza anche ai cittadini. Ma andiamo con ordine, passiamo a scanner questo aspetto. Inizio subito a sottolineare ad esempio che nel 2020 circa seimila furbetti hanno percepito il sussidio nonostante non ne avessero diritto, stando ai numeri provenienti dal ministero del Lavoro: si sono portati a casa 50 milioni di euro. Da Nord a Sud i raggiri sono stati davvero tantissimi, ne cito uno degli ultimi a caso, notizia riportata da varie testate nazionali, avvenuta a Napoli nella primavera appena terminata: domande di Rdc fatte ad accolte anche addirittura a 298 detenuti che non ne avevano diritto per legge, poi successivamente scoperti e denunciati per truffa ai danni dello Stato, ma è solo un esempio tra i tanti, ne potrei citare anche altri ( vedi il sussidio dato a mafiosi che andavano in giro in Ferrari consumando cene in ristoranti stellati e acquistavano capi di abbigliamento lussuosi ) … Per carità, le truffe sono sempre esistite e probabilmente sempre esisteranno. Prima si registravano, sulle pensioni d’invalidità, sui sussidi di disoccupazione, percepiti ad esempio da persone che non avevano mai lavorato in agricoltura, mentre nei campi al posto loro venivano sfruttati immigrati, oppure sugli assegni per la maternità. Non sono qui a dare un giudizio negativo sul Rdc, seppur credo che dei suoi aspetti devono necessariamente cambiare: non siamo di certo la Germania o uno degli Stati ricchi europei, il lavoro scarseggia, ma non è un buon alibi per poter dare sostegni a vita senza lavorare e nel contempo non credo sia giusto poter offrire, come ho letto in alcune notizie, di poter offrire lavoro anche a tantissimi km di lontananza da casa ( e magari a persone che non guidano o a mamme con bimbi piccoli ) e se non si accetta si perde il sussidio, la virtù dovrebbe essere sempre nel mezzo …

Ho riflettuto a lungo su varie proposte fatte per trovare lavoro ai percettori del sussidio, tipo quello di far accettare, quasi a ‘mo di costrizione, un lavoro stagionale, per fortuna miseramente fallito ( non posso accettare un lavoro di 1 mese e poi via, a casa, senza lavoro e senza sussidio e magari in una Regione diversa dalla mia con le relative spese per potermi mantenere ), ma un’idea che come a me sarà venuta a tante persone, e non capisco il motivo per cui non viene formulata nelle sedi opportune è: esistono tanti lavori socialmente utili da poter fare ad esempio nei singoli comuni ( pulizia aiuole, strade, aiuti nelle scuole o altri ancora ) … perché non proporli? In tanti sostengono che chi percepisce il Rdc vuole ama vivere comodamente a casa con uno stipendio garantito così a vita e senza far nulla, soprattutto i giovani, ma non è proprio così, a nessuno piace poter vivere bivaccando e senza far nulla dalla mattina alla sera!

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