Nord vs Sud e le barriere mentali. Andiamo OLTRE!

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Sabato 3 luglio 2021, l’estate è ormai iniziata da qualche tempo, in tanti si stanno già dedicando a trascorrere i weekend fuori porta e/o al mare, cercando giustamente di lasciarsi alle spalle un anno davvero difficile. Io oggi, qui ad Imagine, ho pensato di proporre un tema “caldo” quanto il clima torrido che stiamo notando in questi giorni… Ho scelto un titolo emblematico al riguardo: quale? Nord Vs Sud e le barriere mentali: andiamo Oltre! Si, OLTRE, una parola che da sempre mi affascina e ancor di più per un tema così scottante quale quello di pseudo barriere create nel nostro BelPaese per farci odiare, dividere.

Ho pensato di dare il via a questa calda puntata partendo da un film, anzi 2: in tanti li avremmo visti e rivisti, Benvenuti al Sud e Benvenuti al Nord… due film con un cast di tutto rispetto e con protagonisti Claudio Bisio e Alessandro Siani, film emblematici sul tema che voglio trattare. In chiave ironica, gli attori in questione portano a galla un problema mai risolto nel nostro amato e caro BelPaese: l’odio razziale tra nord e sud. Fa un certo senso di ribrezzo quasi dire queste parole, nord e sud, come se fossero 2 fazioni, 2 nemici di guerra… Una divisione non solo geografica ma di animo! Luca Miniero, regista di entrambe le pellicole, intervistato qualche anno fa disse un qualcosa su cui riflettere: “Italia divisa in due? Siamo un Paese talmente mischiato, che quella tra Nord e Sud sembra più una contrapposizione di maniera che qualcosa di legato al mondo reale”. Io ho da sempre una mia idea: credo esista una sorta di barriera invisibile che favorisce e accresce un divario inutile e dannoso per la stessa Italia a conti fatti: cosa? La Noncuranza. In più, la maggior parte delle risorse nazionali vengono utilizzate per investire in località e progetti che mostrano già un alto potenziale di rendimento e quindi quei territori su cui non si punta ad investire perché poveri, non fanno altro che rimanere sempre più indietro fino a cadere nell’oblio sotto gli occhi di tutti. Una sola domanda,un interrogativo che non sono il primo nè l’ultimo a porre… Perché? Perchè si tende a ghettizzare in modo così assurdo, perchè si tende a creare questa sorta di chiusura sociale?

Leggevo una notizia di non molto tempo fa realmente accaduta a Padova, e che ha generato uno scalpore generale: Non si affitta a meridionali, titolo di un comunissimo cartello di un affitto… Oltre che razzista, questo cartello e chi l’ha scritto, è del tutto incomprensibile agli occhi di noi tutti della società moderna. Sembra una storia degli anni Settanta, quando i meridionali che emigravano al nord in cerca di lavoro avevano difficoltà a trovare un alloggio. Soprattutto a Torino, dove gli italiani del sud si spostavano in massa per entrare in Fiat, spesso trovavano affissi sui portoni d’ingresso degli edifici dei cartelli che avvisavano: “Non si affitta ai meridionali”. I settentrionali non li volevano come inquilini perché c’era il pregiudizio che creassero problemi: ladri, chiassosi e poco inclini all’igiene. A distanza di cinquant’anni quei pregiudizi sembrano tutt’altro che archiviati, anche se i terroni in cerca di una casa nel profondo nord non vengono più accolti da quei fatidici cartelli, ma ai tempi di internet l’antipatica avvertenza è contenuta in qualche annuncio pubblicato sui social network.

Qui non si affitta agli scemi”: questo sì avrebbe senso. Chissà quante case resterebbero sfitte.

Odio e pregiudizio sembrano ingredienti letali per una pacifica convivenza, e sono gli elementi che ahimè esistono ancora nelle menti chiuse di non poche persone.

Abbiamo parlato anche di un tema “bollente” per ciò che riguarda le barriere mentali: il razzismo tra Nord e Sud nello sport. Mentre le espressioni razziste sono sempre meno tollerate nella sfera pubblica (lavoro, scuola ecc.), lo sport è uno degli ultimi bastioni in cui il razzismo può esprimersi liberamente e, troppo spesso, impunemente. Perché?

Quante volte abbiamo magari sentito allo stadio ( in epoche diverse, non oggi causa restrizioni covid ) cori del tipo Vesuvio lavali col fuoco o altre peggiori?

Inutile sottolineare quanto sia orrendo quanto patetico l’urlo di questa gente senza cervello che a quanto pare va allo stadio non per seguire la propria squadra del cuore quanto per innescare vere “bombe”, dare sfogo a litigi, battibecchi o, peggio ancora, botte! Andare allo stadio, e lo dico con una sottile vena di tristezza, almeno fino a pochi anni fa era andare a tifare, ad inneggiare i propri beniamini e, perchè no, anche a fare degli sfottò contro gli avversari, ma a quanto pare la situazione sta man mano sfuggendo di mano. Negli stadi italiani i casi di razzismo rimangono nella maggior parte impuniti, tra le falle di una giustizia sportiva costretta a intervenire con strumenti inadeguati per colmare la mancata collaborazione dei club, che continuano a non agire anche se il codice etico sottoscritto nel 2017 da governo, CONI, FIGC, leghe e sindacati sportivi permette loro di individuare autonomamente i responsabili di comportamenti vietati e bandirli dagli stadi, come succede da tempo negli altri maggiori campionati europei. Il calcio è un gioco, ma alcuni fan lo prendono troppo seriamente e permettono che diventi l’obiettivo principale della loro vita. Il calcio dovrebbe unire le persone ma, sfortunatamente, serve per dividerle a causa della razza o per appartenenza al Nord o al Sud… pazzesco ma vero! Insultando, gli aggressori gridano che appartenere a quella collettività, razziale o territoriale, porta con sé un disvalore, un’inferiorità, una colpa inestinguibile. Inculcano un’idea tribale e feroce, di popoli che rivendicano la propria superiorità su altri popoli, ridicolizzandoli, disumanizzandoli, additandoli al disprezzo pubblico.

Un altro aspetto non trascurabile del rapporto conflittuale tra fazioni Nord/Sud è poi quello dei falsi miti e credenze, vere convinzioni che, come delle antiche e sacre reliquie, vengono conservate ancora oggi, in epoca moderna, come delle “tradizioni” da rispettare quasi…. Bufale, fake news, queste in realtà sono, e trovo del tutto inconcepibile che vengano ancora pensate e dette dai ragazzi di oggi, frutto della nuova generazione, frutto della società moderna della cultura!

Un muro, più potente del muro di Berlino, perché non fisico, reale, ma immaginario, basato su fantasticherie malsane alimentate dall’odio. Già, l’odio, una parola che dovrebbe ormai essere cancellata dal nostro vocabolario, ma che trova sempre nuova linfa per riprodursi.

Prima ho citato I film Benvenuti al Nord e Benvenuti al Sud, e devo fare un plauso perchè sono riusciti con 2 pellicole a cercare di buttare giù il muro del pregiudizio non con guerre o violenza, ma con la sottile arma dell’ironia! Ma procediamo con ordine: Italiani del Nord e italiani del Sud: quali sono gli stereotipi più comuni? Ecco, ad esempio possiamo pensare alle persone del Nord identificate come polentoni, freddi, stankanovisti, noiosi mentre le persone del sud vengono etichettate spesso come terroni, rumorosi, troppo religiosi o superstiziosi …

Concludo con una mia solita riflessione di fine puntata: oggi dico che ci sono stati momenti nella mia vita in cui non volevo neanche affrontare il problema. Ho cercato di ignorare il razzismo, come se fosse un mal di testa che sai andrà via prima o poi, basta aspettare. Ma quella era una illusione. Il razzismo non va via da solo. Se non lo fronteggiamo, dilagherà. Ma fronteggiarlo non significa portarci all’odio l’uno con l’altro, fronteggiarlo vuol dire superarlo! Come? Attraverso le armi dell’amore, della cultura!

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