Storia e Turismo in Italia: un binomio (quasi) perfetto!

Turismo

Oggi, sabato 26 giugno 2021, Imagine ha voluto iniziare un breve ciclo di indagini ( che poi approfondiremo anche nel corso della prossima stagione ) sul nostro Bel Paese e in particolar modo sulle nostre bellezze artistiche e storiche che spesso sono del tutto trascurate, e che muoiono lentamente a causa dell’incuria. Man mano tenteremo, nel nostro piccolo, di gettare luce sui siti culturali ed archeologici che, per mala gestione e mala politica, sono abbandonati a sé stessi o addirittura dimenticati e ormai totalmente fuori dai giri turistici.

Quante volte abbiamo sentito che l’archeologia e la storia sono la vera ricchezza, il petrolio dell’Italia e soprattutto del sud? Il turismo culturale è da sempre affascinante, decidere di avventurarsi in una vacanza non solo del classico mare e abbronzatura è fondamentale per accrescere la propria formazione. Consideriamo poi che le distanze non esistono più ( tranne in quest’ultimo periodo di pandemia), i moderni mezzi di trasporto sono capaci di condurci praticamente dappertutto e in tempi rapidi.

Affinché il profumo inconfondibile della cultura sia una vera attrattiva è però necessario che ogni singolo pezzo che ne permette la formazione sia attentamente curato. E qui nasce il primo problema che io non come prima persona ho ahimè notato… il patrimonio culturale nazionale sembra si sia ripiegato un po’ su se stesso, lasciando che passassero in secondo piano questioni invece di estremo rilievo in merito alla sua gestione. Vorrei lanciare un vero grido di appello: ragazzi, ormai le cose sono cambiate per tutti, il mercato diventa sempre più competitivo e l’Italia rischia di restare ferma al palo!

La cultura, in ambito turistico, vende perché regala un valore che non si può comprare. Viaggiare è imparare a guardare il mondo con occhi nuovi e ammirare opere d’arte, prendere parte a spettacoli e vivere appieno una cultura diversa dalla propria, vuol dire proprio permettere ai propri occhi di scoprire l’immenso valore della capacità di assumere punti di vista sempre nuovi. E qui pongo le basi per un altro spunto di riflessione: l’Italia è uno tra gli stati più belli dal punto di vista artistico, milioni di turisti trascorrono le vacanze proprio qui per far poter andare alla scoperta di opere che non sempre si conoscono. In quasi tutte le città, troviamo dei centri storici dove è possibile conoscere ogni particolare o evento storico di essa.

Non tutti però apprezzano questa ricchezza che l’Italia possiede, in particolare noi cittadini italiani: quando si parla di vacanze, magari già si pensa al mare, al relax, anche alla cultura, ma è un dato innegabile che, almeno fino al momento pandemia covid, la parola vacanza era sempre abbinata alla parola ESTERO… ma perchè? perchè noi italiani preferiamo fare i turisti all’estero piuttosto che a casa nostra, patria di mare e cultura?

Parliamo di turismo, vacanze culturali, e di cultura che magari si trova proprio davanti ai nostri occhi… Opere artistiche e storiche culturalmente molto importanti ma che spesso vengono trascurate dalle stesse istituzioni locali e/o nazionali… Sembra paradossale, ai limiti della fantascienza, ma purtroppo è così, benvenuti in Italia!

E ho pensato di mettere su una puntata dedicata a questa tematica pensando al luogo dove vivo, Giugliano in Campania, che ormai viene citata quotidianamente solo per notizie di cronaca della terra dei fuochi ma non per una vera e propria reliquia storica ormai passata nel dimenticatoio ma che potrebbe essere un valore aggiunto per la cultura e il turismo: di cosa parlo? di storia, di antichi romani che sono passati anche qui e della tomba di Scipione l’Africano, nelle zone del famoso Lago Patria. Publio Cornelio Scipione Africano, militare e politico romano, colui che sconfisse Annibale nella battaglia di Zama e poi infangato per concussione, ingiuriato da Catone, è morto e riposa qui, sotto una lapide abbandonata segnalata solo da un cartello posto poco fuori il viale che snoda fino all’ingresso del parco archeologico di Liternum. Un sito archeologico di tale levatura culturale dovrebbe avere ed ottenere la giusta valorizzazione, come probabilmente avviene in ogni parte del mondo civilizzato. Ma evidentemente qui, chissà a causa di cosa a carattere burocratico e non solo, non interessa; tutto invaso da erbaccia e sterpaglie comprese le colonne del foro romano. Il sito tra l’altro è stato anche vandalizzato ed è un vero peccato visto che potrebbe diventare un luogo di ristoro, di belle passeggiate sia per i residenti e sia per i turisti. A questo punto vorrei parlare anche della zona lì dove si trova la tomba citata del valoroso guerriero romano, Lago Patria, luogo che ha un passato storico che si perde nella notte dei tempi. Un’antica leggenda narra che i giganti Leuterii che invasero I Campi Flegrei furono inseguiti e uccisi da Ercole e la loro sepoltura diede origine ad una fonte di acqua che infestava la spiaggia di Liternia. Il nome Patria è dovuto proprio a Scipione l’Africano: sulla sua tomba fu incisa la famosa frase Ingrata Patria tu non avrai le mie ossa. Con il trascorrere degli anni la scritta si consumò facendone restare solo il termine “Patria” e fu così che il popolo chiamò così la cittadina ed il lago. Un qualcosa che dovrebbe inorgoglire ancora oggi tutti gli abitanti del luogo, ma purtroppo, come ben sappiamo, oggi la situazione è radicalmente cambiata, Lago Patria è uno dei centri di attività illecite della malavita organizzata e uno dei centri dei famosi roghi della terra dei fuochi. Qui la ricchezza ha cambiato fonte: una volta erano il vino falanghina, gli ortaggi, le primizie, il turismo. Ora viene dalla diossina, dai metalli pesanti, dai fenoli, dai pcb. Ricchezza solo per pochi perché agli altri lascia miseria e la malattia. Non solo la criminalità organizzata, anche Stato, Regione e Provincia hanno sacrificato questa zona alle continue emergenze rifiuti.

Vorrei concludere con una mia solita riflessione di ogni fine puntata: stavolta dico che viviamo in un paese dalle risorse infinite, ma che è vittima di un apparato governativo e di un’organizzazione generale arretrati e inefficienti, che tendono ad avere priorità ben differenti da quelle di cui necessiteremo. Una maggiore attenzione al patrimonio culturale che il nostro paese ci offre, non solo renderebbe il turismo una risorsa molto vantaggiosa, ma permetterebbe agli Italiani stessi di aprire gli occhi e apprezzare le meraviglie che ci circondano. In definitiva penso che sia indispensabile una riflessione su una valorizzazione inesistente, che prima o poi dovremo curare.

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