Mangia che ti passa: le conseguenze di un’alimentazione squilibrata

Alimentazione squilibrata

Giugno, mese che segna l’inizio dell’estate, mese che ci fa sognare, viaggiare… Ad Imagine – Il Mondo Che Vorrei abbiamo deciso di iniziare questo mese di inizio estate con una tematica molto sentita ma solo in rari casi approfondita, ansia e stress da lockdown ( che speriamo non torni mai più ) e non solo, e la conseguente alimentazione squilibrata. Chi meglio di una psicologa e di un’alimentarista avrebbero potuto darci una mano nel poter esporre questo problema del momento? Ecco, le nostre ospiti di oggi sono state la dott.ssa Monica Buonaiuto, un’amica fidata del nostro “salotto” e la dott.ssa Francesca Bianco, biologa nutrizionista.

E’ noto che basta un attacco di rabbia, tristezza, ansia per scatenare il desiderio irresistibile di mettere qualcosa sotto i denti, anche se non si ha fame. E bisogna dire che sotto il profilo ansia e tristezza ci sono stati ahimè parecchi momenti delle nostre giornate in questi ultimi tempi, soprattutto legati alla paura e all’insicurezza rispetto al domani, nessuno aveva idea di cosa sarebbe potuto succedere a noi e ai nostri cari, se la pandemia avesse mai avuto una fine… Nella nostra pancia è presente un autentico cervello in grado di influenzare il nostro umore e le nostre emozioni, lì ha sede gran parte del sistema immunitario. E sempre lì viene prodotta l’energia di cui abbiamo bisogno. Ecco perché quello che mangiamo ci influenza molto, ed ecco perché il cibo è strettamente collegato con le gratificazioni affettive negate, mi viene quasi da dire che il cibo riempie un vuoto… Curiosità che poi leggevo in più di un articolo: esiste il cosiddetto comfort food, ovvero alimenti che danno un senso di piacere a chi li consuma e che soddisfano un bisogno emotivo, possono essere cibi o pietanze che ricordano l’infanzia che gratificano e che piacciono, e ognuno ha un suo comfort food, ma tra le varie possibilità spiccano i cibi dolci che aumentano il buonumore: biscotti e torte, dolci al cioccolato, gelato, cioccolata… L’effetto sul buonumore è da attribuire a particolari sostanze contenute negli alimenti, in particolar modo in quelli contenenti carboidrati, che agiscono sul sistema nervoso centrale attraverso i neurotrasmettitori. Tra questi, i principali sono la serotonina, la dopamina e le endorfine.

Non poteva mancare poi un punto molto attuale, covid ed alimentazione e di come è cambiato il rapporto con il cibo durante la pandemia: in molti parlano che in questo periodo si è assistito per molti all’emotional eating o disturbo da alimentazione compulsiva, punto che interessa sia l’alimentazione che la psicologia. Come è cambiato lo stile di vita degli italiani in tempi di Covid e lockdown? Durante il periodo della quarantena resa necessaria dall’epidemia di Coronavirus abbiamo sfogato le nostre ansie in vari modi, tra cui in cucina, preparando piatti non sempre leggeri e piuttosto elaborati per far passare le lunghe giornate da reclusi. A tutto ciò, aggiungiamo la vita sedentaria che abbiamo effettuato per mesi. Il cibo durante il lockdown è diventato una sorta di passatempo, una valvola di sfogo che ha sostituito per molto tempo la socialità.

La pandemia ha stravolto un po’ varie abitudini, comprese quelle alimentari, e sotto certi versi ha anche migliorato questo settore della nostra vita ( penso ad esempio alla possibilità di poter fare colazione per bene al mattino, avendo più tempo causa lockdown ). In più c’è da dire che non solo il 41% della popolazione butta meno cibo rispetto a prima dell’emergenza Covid-19, ma in ben il 95% delle case italiane, quasi nulla o poco cibo finisce nella pattumiera (rispettivamente nel 66% e 29% dei casi). Un trend, che era già emerso prima della pandemia, ma che ora si rafforza ulteriormente.

Accantonando per un attimo il lockdown ( e speriamo per sempre dalle nostre vite ), abbiamo parlato di giovani e cibo: inutile negare che ai giovani piacciono le patatine fritte, i panini caldi, gli snack, le bevande dolci gassate, gli hamburger, i wurstel, i fritti in genere, i gelati. Varie motivazioni spingono i ragazzi a consumarne: sono gustosi e appetitosi, economici, sempre pronti e disponibili per esempio, Ma questo cibo ha un elevato indice calorico perché ricco di grassi, zuccheri e glucidi raffinati, sale, ha inoltre uno scarso valore nutrizionale ed è povero di vitamine, fibre, antiossidanti, oligoelementi, minerali. Approfondendo la tematica, ho scoperto che le abitudini alimentari dei ragazzi si orientano sul gusto dei cibi, sulla ricompensa e il godimento che ne traggono, sull’indipendenza dalle consuetudini familiari e sull’autonomia di scelta. Il rapporto presentato da “Save the Children” sugli stili di vita dei ragazzi italiani in 10 grandi città, riporta che essi mangiano male, tendono ad ingrassare, fanno poca attività fisica. A volte saltano la colazione, mangiano poca frutta e verdura, poco pesce, pochi legumi, molti salumi e dolci, prevalentemente pane e pasta a pranzo e a cena. Seguono spesso il “fai da te” e la loro dieta è poco variata. In più, da ricerche e indagini risulta chiaro che i ragazzi italiani abbiano consapevolezza e conoscenza riguardo l’alimentazione, ma nel quotidiano buona parte degli adolescenti italiani dichiara di mangiare ciò che piace di più e sempre gli stessi alimenti…

Come di consueto, mi permetto di concludere con mie piccole considerazioni: come si dice, la salute si costruisce a tavola, sulla base del cibo che mangiamo. È dunque importante dare la giusta importanza a una dieta varia ed equilibrata, mangiare è considerato uno dei piaceri della vita, ma “mangiare bene” non significa solo saziarsi. Consumare cibi buoni e di qualità in un ambiente amichevole, mangiare un po’ di tutto ma in quantità adeguate è infatti altrettanto importante.

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