Napule è …il Paradiso Terrestre avvelenato dall’uomo!

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Nella giornata mondiale dedicata alla felicità ( 20 marzo ) abbiamo affrontato un problema che riguarda tutti, ma in particolar modo la città di Napoli e i suoi abitanti ad Imagine – Il Mondo Che Vorrei!

Di cosa abbiamo parlato? Della bellezza naturale e paesaggistica della città di Partenope, invidiata dal mondo intero, ma purtroppo rovinata ogni giorno di più dall’uomo, dai rifiuti tossici. Ci siamo soffermati a parlare anche dell’area di Bagnoli e dell’ecomostro Italsider… E anche grazie al supporto del nostro ospite di oggi, Carmine Attanasio, uomo che ha dedicato gran parte della sua vita alla città partenopea e fondatore di ben 5 associazioni ambientaliste tra cui La Terra Nostra; M.E.C.;’Verdecologista; SEME;. Presidente di quattro di queste, vicepresidente di S.E.M.E.

Il 20 ottobre 1990, con l’ultima colata, viene spenta l’area a caldo del centro siderurgico di Bagnoli, uno dei più grandi d’Europa, la cui costruzione era cominciata 84 anni prima. Già, ma cos’era l’Italsider? Era il primo stabilimento siderurgico a ciclo completo, che ha prodotto davvero tanto, e in termini economici ha dato lavoro davvero a tante persone… Ma a quale prezzo? In un arco di tempo che va dal 2004 al 2009, uno studio ha evidenziato tra Fuorigrotta, Pianura e Bagnoli, un aumento del tasso di mortalità, di incidenza e prevalenza del mesotelioma, un tumore strettamente collegato all’attività lavorativa industriale e correlata all’utilizzo industriale dell’amianto e che ha un periodo di incubazione abbastanza elevato (30 anni). Il dato che però emerge è l’aumento di questo tipo di patologia anche fra le donne che non hanno lavorato nel settore industriale. Viene da pensare che la terra dei fuochi comincia da Napoli, Pianura Bagnoli e Fuorigrotta, seppur rimangono immotivatamente fuori da questa denominazione.

Amianto, ecco uno dei principali elementi che caratterizzano l’impianto siderurgico campano: l’amianto, anche quando presente in composti misti come l’Eternit o fibrocemento, può suddividersi in fibre inalabili, respirabili, dall’azione. Un altro elemento, inoltre, rende l’amianto particolarmente pericoloso, anche a quasi trent’anni da quando è stato dichiarato illegale: il fatto che sia stato impiegato in maniera molto massiccia nell’edilizia domestica e industriale, per la realizzazione di tetti e canne fumarie. C’è da dire che per anni questo materiale è stato adoperato in maniera massiccia nel settore edile, in quanto è un buon isolante termico e acustico, ma nel 1992 una legge ne ha vietato l’uso perché pericoloso per la salute umana: un individuo che sta a contatto prolungato con materiali in amianto può facilmente ammalarsi di cancro ai polmoni. Quante persone sono morte nel corso degli ultimi 40 anni proprio a causa di tumore contratto causa respiro di aria tossica in quelle zone… Un ecomostro, un enorme ammasso di cemento e materiale tossico, ecco ciò che rimane dell’Italsider ancora oggi, tra le tante promesse di demolizione e bonifica mai mantenute!

Spesso e volentieri, anche come semplici chiacchiere da bar, ne ho parlato con amici, della zona e non. Basterebbe un po’ di buona volontà e dei fondi pubblici e/o privati per restituire alla città una parte della sua immensa bellezza, nella zona che parte da Bagnoli e che arriva lungo tutto il litorale domizio: si, proprio così, un lungo mare che potrebbe far invidia ai migliori al mondo e che potrebbe dare relax, divertimento, turismo e sbocchi occupazionali a una gran parte della popolazione partenopea. Come? Semplice: Hotel, B&B, parchi divertimento, lungo tutto il tratto ad esempio! Potrebbe diventare un vero Paradiso del divertimento, ma forse non è interesse proprio di tutti,dalle malavita organizzata in primis. Ricordiamo come ad esempio Nunzio Perrella è stato boss di camorra, si è pentito nel 1992 e dei traffici di rifiuti tossici sa tutto perché ha fatto entrare la camorra nel ciclo. Dalle sue dichiarazioni seguì un’inchiesta, quella Adelphi, finita tra assoluzioni e prescrizioni e pochissime condanne. “Quando ho fatto rifiuti tossici io li portavo tra Pianura e Agnano, a Napoli, i camion con i rifiuti li scaricavo in un canalone che abbiamo riempito di pattume, ma nessuno ha mai controllato né verificato.

Cito tutto ciò per far capire che il marcio e la terra dei fuochi non nasce solo da zone tipo Giugliano, quella è la culla dove sono stati depositati i rifiuti, ma questi provengono da varie zone, di Napoli e non: ecco perchè prima di demonizzare la zona nord di Napoli bisognerebbe prima approfondire l’argomento! Vabbè, ma questa è altra storia, torniamo a noi! Appalti, possibili bonifiche, rappresentano soldi, e tanti! Ecco perchè sotto sotto la camorra sta in un certo senso bloccando l’avvio di possibili lavori di demolizione!

Vari sono stati i progetti locali e statali ma poi bloccati e passati nel dimenticatoio… C’è da dire che in tutti questi anni, tra le mille ipotesi e gli estenuanti tentativi delle istituzioni di attrarre gli investitori a Bagnoli, solo Città della Scienza non ha mai smesso di proseguire le sue attività, nonostante le difficoltà finanziarie dell’ultimo periodo. Il mostro Italsider sovrasta ancora il territorio, ma per quanto tempo ancora? Mi rivolgo alle Istituzioni e ai vari imprenditori privati… Prima ancora di pensare ai vari ricavi economici volete per una volta pensare al benessere del nostro territorio e dare nuovamente lustro alla città che da sempre è stata il Paradiso Terrestre?

Leggenda vuole che per creare Napoli si è usato un pezzo di Paradiso e poggiato poi sulla Terra. In effetti è così, la città presenta tutti i tratti naturalistici di un vero Paradiso terrestre. Il mare qui, però, è una delle grandi potenzialità inespresse, un po come quando a scuola ci dicevano “è bravo ma non si impegna abbastanza” il mare c’è e si vede ma non si usa. Il Golfo di Napoli aveva già fatto parlare di sé. Nel 2018, un dossier, pubblicato da Greenpeace Italia, con l’Istituto di Scienze Marine del CnR di Genova e l’Università Politecnica delle Marche, ha identificato Portici come l’area con la più alta densità di microplastiche tra quelle analizzate: 3,56 per m 3 . Tuttavia, il problema era rappresentato anche da altre plastiche, la maggior parte delle quali era riconducibile al polietilene, il polimero che compone le principali plastiche per imballaggi usa e getta. Inoltre, secondo il WWF, Napoli è una delle città costiere che producono più rifiuti, insieme a Catania, Venezia, Bari, Roma, e Palermo. Per non parlare poi di ciò che ha combinato la criminalità organizzata e al nostro amato mare: in qualche puntata fa abbiamo approfondito quella che è la terra dei fuochi e i giochi sporchi della camorra locale per seppellire rifiuti tossici… ebbene, ora mi viene da pensare al Mare dei fuochi. Anche il mare è stato violentato più e più volte dalle mani di criminali che, sempre in nome del Dio Denaro, hanno sversato al suo interno materiali di ogni genere arricchendosi dal punto di vista economico ma uccidendo al contempo per sé stessi e per tutti la propria madre terra. Parlando di Napoli e del suo lungomare, mi vengono in mente ricordi che come me tanti di noi avranno: chi tra noi non ha mai considerato Mergellina di sera come un luogo romantico dove poter amoreggiare con la propria partner? Tante volte, anta anni fa, sono stato sui famosi scogli del nostro lungomare in dolce compagnia, ma spesso ho notato gruppi di ragazzi, e non solo, che andavano nello stesso posto per potersi divertire, bere una birra in compagnia, mangiare un panino,… Fin qui tutto normale. Ma lo stupore in negativo nasceva quando vedevo tanti rifiuti ( vetro e plastica in primis ) tranquillamente lasciati lì, per incuria… L’inciviltà, ecco uno dei problemi più forti!

Ha da passà ‘a nuttata”

Quattro parole, una frase breve, che pare veicolare un messaggio tanto chiaro quanto semplice: deve passare la nottata, perché non c’è giorno in cui il sole non torni a sorgere. Ecco il mio messaggio che lancio per concludere questo mio breve articolo. Quante volte l’abbiamo pronunciata rivolgendoci a un amico in difficoltà e quante altre l’abbiamo ripetuta a noi stessi, quando la luce proprio non ne voleva sapere di rischiararci il cammino da percorrere: destinata a star sulle bocche di tutti come motto di incoraggiamento, ha da passà ‘a nuttata è però molto più, è sintesi perfetta di una filosofia di vita, quella del popolo di Napoli.

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