I disturbi alimentari: alla ricerca dell’identità perduta – Imagine

Scritto da il 14 Marzo 2021

Imagine – Il Mondo Che Vorrei, un programma talk nato per essere #unavocecontroilsilenzio. Anche oggi abbiamo approfondito una tematica sociale che riguarda tantissimo il pubblico giovanile, quello degli adolescenti, ma anche quello dei genitori…. i disturbi alimentari.

Grazie al supporto della dott.ssa Flavia Lualdi abbiamo passato a scanner la tematica seguendo alcuni punti, ovvero:

  • Disturbi alimentari, cosa sono e quanti ne sono
  • Giovani e modelli da seguire ossessivamente
  • Social e disturbi alimentari
  • Anoressia ai tempi di Instagram
  • Possibili cure contro i disturbi alimentari

Il fenomeno dei disordini alimentari si sviluppa spesso in adolescenza, durante un periodo di numerosi cambiamenti: sessuali, fisici ed emotivi. Esistono cambiamenti derivanti dal passaggio dall’infanzia all’adolescenza e altri che accompagnano il passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Alcuni individui semplicemente non sono in grado di affrontare questi cambiamenti. Le persone che, durante questo periodo, non si sentono in grado di affrontare le sfide e gli stress di una nuova situazione, sono a rischio di sviluppare un disordine alimentare focalizzando la propria attenzione sul cibo, l’immagine corporea e il peso. L’illusione è che cambiando il proprio corpo si sarà in grado di prendere decisioni importanti e ci si sentirà in grado di rispondere alle aspettative del mondo. Il pensiero è che cambiare la forma del corpo condurrà la persona a trovare una nuova e più salutare identità. Si sa che l’adolescenza rappresenta un momento cruciale nella costruzione dell’identità personale e la società moderna offre un portafoglio di modelli, di veri idoli, notevolmente più vasto rispetto a quello della società passata, la tv e i vari media ci propinano, quasi ossessionandoci, degli status da seguire… A tal proposito mi rifaccio sempre ad una frase/insegnamento del mio prof di filosofia al liceo quando, per definire noi ragazzi, ci chiamava in modo del tutto ironico, “siete un branco di pecore pascenti”. Un qualcosa che all’epoca prendevo sottogamba, non ci davo più di tanto peso, ma devo dire che con il senno di poi era una definizione esatta: la pecora segue il gregge, in scelte giuste o sbagliate, senza usare la propria testa. Questo è il punto su cui mi batto da qualche tempo per i giovani di oggi, tutti guardano l’idolo del momento ma non vedono la straordinaria bellezza che ognuno nasconde dentro di sé, senza mai farla uscire fuori. La società di oggi, dà eccessiva importanza all’aspetto esteriore. Si pensa che avere una bella presenza può far raggiungere il prestigio, la felicità, l’amore e il successo. Il modello vincente del mondo d’oggi è quello della gioventù e della bellezza. È un modello ossessivamente trasmesso dai mass-media che, influenzando i gusti, le mode e le tendenze agiscono prepotentemente sull’immaginario collettivo. La giovinezza è l’età in cui si fa tutto, a volte inconsciamente, per essere accettati producendo, spesso, dei modelli che sembrano sfornati in serie. Abbigliamento, calzature, gestualità, frasario, comportamenti sociali, fanno di moltissimi giovani dei prodotti di un’omologazione culturale e fisica. Il look, la bella presenza, l’apparire sono valori più diffusi tra i giovani, che sono figli della società in cui vivono e non possono ignorare i messaggi da cui sono tempestati. La stessa pubblicità non fa altro che proporre modelli esteticamente invidiabili, sprofondando nella crisi esistenziale quanti sono all’altezza degli standard imposti.

I social fanno parte ormai di tutti, e della vita quotidiana degli adolescenti e dei giovani: hanno di conseguenza un forte potenziale di influenza sulle loro scelte e comportamenti, anche e soprattutto in materia di gestione della propria salute. L’avvento dei social, inoltre, ha fatto sì che ognuno potesse mostrare il proprio profilo come una vetrina da esibire, in cui tutto è costruito sulla modernità delle immagini e sulla ricerca della perfezione socialmente accettata. I Social media, dunque, diventano potenti trasmettitori di messaggi che, se interpretati scorrettamente, possono sostenere gli ideali di bellezza ed incoraggiare l’insoddisfazione per l’imperfezione del proprio corpo.

Sui social, e in particolar modo su Instagram, basta cercare determinati Hastag per ritrovarsi di fronte ad una vera galleria degli orrori, e, cosa che fa rabbrividire ancor di più, ragazze che mostrano orgogliose il proprio corpo scheletrico scrivendo poi frasi del tipo “ ho mangiato pochissimo oggi, solo 36 calorie, Ana ( ovvero l’anorressia, la loro patologia ) è una mia amica e non mi abbandonerà mai”.

Ecco, ciò che penso sia un grande dilemma ma al contempo un fenomeno aberrante, è proprio la strumentalizzazione di certi personaggi, i cosiddetti Influencer, che in nome del Dio Denaro e del successo personale, creano dei danni abnormi nelle giovanissime fans, di cui parecchie senza una propria personalità, facilmente influenzabili da pseudo modelli di bellezza. Vorrei scagliare anche una lancia a favore di Instagram in questo caso però: I social sono stati messi alla gogna perché propongono modelli non reali. Ma la condivisione ha anche permesso a chi soffre di disturbi alimentari di trovare un punto di incontro con chi vive le stesse difficoltà. Instagram ha creato una comunità di sostegno. La parola d’ordine è “recovery”, guarigione, una sorta di terapia di gruppo.

Vorrei concludere con una mia riflessione: Il disturbo del comportamento alimentare esprime i temi di fondo della nostra epoca: viviamo in un clima sociale che enfatizza il culto della personalità a prescindere, i protagonisti sono i personaggi e non le persone, per cui lancio un appello a tutte le adolescenti: apprezzate voi stesse, acquistate consapevolezza del cambiamento e del vostro corpo, ognuno di noi è unico ed inimitabile!


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