Nati ai bordi di periferia. La realtà dei giovani ai confini della metropoli.

Giovani e Periferie

Sabato 20 febbraio 2021, nuovo appuntamento con Imagine – Il Mondo Che Vorrei con nuovo tema da approfondire. Stavolta è toccato alle periferie, e ai giovani di tutt’Italia che vivono ai confini con le grandi metropoli. Puntata che ho pensato di chiamare Nato ai bordi di periferia, cavalcando una frase ormai celebre di una nota canzone di Eros Ramazzotti. Vari sono i punti discussi insieme al nostro ospite Salvatore D’Agostino, consigliere comunale del Comune di Giugliano ( Na ) ovvero:

  • Giovani e periferie, la gioventù emarginata
  • Pro e contro del vivere in città e periferia
  • Spazi aggregativi per i giovani e riqualificazioni delle periferie
  • Giovani e periferie ai tempi del covid

Inutile quasi sottolineare come sia vero il fatto che la periferia,contrariamente alle grandi metropoli, offre poco spazio alla gioventù. Ma un dato di fatto è anche il dato che fa preoccupare ancor di più, i giovani che vivono nelle periferie vengono spesso e volentieri emarginati, e quasi ghettizzati dai loro coetanei cittadini. Spesso la periferia, la provincia, viene vista in malo modo da chi abita in città. Certo, è innegabile che le difficoltà esistono, che la differenza c’è e sotto vari aspetti, ma come dico spesso, criticare senza cognizione di causa è simbolo di ignoranza ( non in senso dispregiativo, attenzione. Ignoranza da ignoscere, non conoscere ), d’altronde nessuno sa la verità meglio di chi la vive. Forse ne parlo non come super partes ( anch’io vivo a Giugliano, provincia di Napoli ) ma a mio favore cito un’affermazione di Paolo Portoghesi negli anni ‘90 la periferia è la città del futuro. Il concetto stesso di periferia è sempre stato al centro di etichettature ( negative ) e di stereotipi, e fa male, tanto, per un abitante di periferia, sentire parole offensive nei confronti del luogo dove si vive, almeno io la vedo come un’offesa fatta ad una madre, la propria terra è una sorta di mamma! Spesso, parlo di me, mi sento dire parole tipo “abiti in provincia, perchè non provi a trovar casa in città? Avresti molti più benefici! “ Beh, per come sono fatto, un non attaccabrighe per intenderci, lascio parlare, ma alcune volte non posso fare a meno di creare un vero dibattito e cerco di far capire come tutte queste barriere mentali, queste ghettizzazioni, proprio stonano con una persona del giorno d’oggi, facente parte di una società cosiddetta evoluta.

Vari sono i punti dei pro e i contro di vivere in città o in periferia, ne abbiamo riassunto alcuni, partendo proprio dalla metropoli:

Possibile vicinanza tra casa e luogo di lavoro ( La città offre, spesso, una maggiore vicinanza tra casa e luogo di lavoro, in particolare per chi lavora in ufficio. Questo consentirebbe una riduzione notevole del tempo da trascorrere in viaggio da un punto all’altro, garantendo più tempo libero da passare in famiglia o con gli amici. Certo, alcune città sono così grandi, e con trasporti non proprio all’altezza degli standard europei, da richiedere tempi enormi per muoversi da un punto all’altro, ma non è sempre così, per fortuna.)

Migliori opportunità professionali ( Molto spesso le attività imprenditoriali si concentrano all’interno delle città, dove possono godere di una serie di vantaggi di carattere infrastrutturale. Questo si traduce (spesso, non sempre) in maggiori possibilità di carriera rispetto alla provincia, soprattutto per chi vuole lavorare nei servizi. )

I contro della vita in città:

Costo della vita più alto ( Vivere in città ti espone a costi più elevati, come confermano tutti gli studi statistici a riguardo, e questo vale sia per le grandi metropoli che per le città di dimensioni più ridotte. Dai costi immobiliari – affitto o acquisto – alle tasse locali, dal prezzo dei prodotti di uso quotidiano a quello dei ristoranti e di altri luoghi deputati allo svago e al tempo libero, in città il costo della vita è nettamente più elevato. Di conseguenza, in assenza di un reddito importante diventa quasi impossibile poter vivere in città. )

Maggiore caos e smog ( Le città sono caotiche e inquinate, non servono grosse dimostrazioni per rendersene conto. )

Minore senso della comunità ( In città è difficile ricreare quella piacevole atmosfera di comunità, tipica dei quartieri e dei piccoli centri abitati,. C’è maggiore freddezza nei rapporti, e una sensazione di solitudine alquanto marcata. Tutto questo può non risultare importante in una fase iniziale, soprattutto se si vive in coppia o in famiglia, ma dopo un po’ questa mancanza si farà sentire, ancora di più quando si hanno bambini e si vive lontano dai propri familiari. )

Case e appartamenti datati ( Nelle città ci sono, spesso, palazzi storici, edifici magari bellissimi, ma molto datati, costruiti con tecniche ormai obsolete, che offrono quindi un comfort termico e abitativo inferiore rispetto a immobili nuovi. )

Quali sono i pro e i contro del vivere in periferia? I pro sono:

Costo della vita più basso ( Vivere in città è costoso, lo abbiamo scritto prima. Vivere in periferia, invece, è molto più economico, sotto tutti i punti di vista. Case, affitti, prodotti di uso quotidiano, servizi, intrattenimento, tempo libero, tutto ha costi più contenuti, rendendo la vita in periferia alla portata di tutti. )

Meno caos ( Le città sono caotiche, fa parte del loro DNA, mentre i paesi di periferia tendono ad essere più tranquilli, meno trafficati e abitati, quindi più rilassanti. Questo, ad essere completamente onesti, non è sempre vero )

I principali svantaggi derivanti dal vivere in provincia sono invece:

Una vita da pendolare ( Abbiamo visto prima che nelle città si concentra la maggior parte delle attività produttive e delle realtà imprenditoriali, questo vuol dire che la necessità di doversi spostare in centro per lavoro risulta molto elevata. Fare la vita da pendolare non piace a nessuno, perché è stressante, riduce il tempo libero, costringe ad uscire di casa più presto al mattino e rientrare più tardi la sera. )

Non si può rinunciare all’auto ( Chi vive in periferia non può fare a meno di possedere un’auto personale, perché per necessità o per semplice svago dovrà spostarsi molto di frequente. )

Minori possibilità lavorative ( Nei piccoli centri di periferia non esistono molte opportunità di lavoro, perché ci sono poche aziende o attività commerciali, molto spesso a gestione familiare. )

Altro argomento al centro di numerosi dibattiti è di sicuro quello degli spazi aggregativi per i giovani e riqualificazioni delle periferie.

Da ex giovanotto di provincia desidero toccare questo punto perché, almeno nelle zone dove abitavo e abito tutt’ora ( Giugliano ) tanti spazi aggregativi, sociali, culturali e di divertimento non ci sono stati se non sporadici casi di luoghi aperti e poi scomparsi per magia. Ho pazientato fino ai miei 18 anni ( momento in cui ho scelto come regalo dei miei genitori non la classica festa ma la patente ) per evadere, trovare divertimenti e luoghi culturali in città. Lo dico con una vena sottile di tristezza perchè non capisco come sia possibile che un paese ( parlo di Giugliano ma lo sarà anche per altri paesi ) non abbia nulla o quasi da offrire ad un adolescente che non desidere altro che scappare, trovare rifugio fuori dalle propria mura per trovare relax. Parlo di oggi ( da vecchietto ) di alcuni locali che stanno nascendo ad esempio per favorire la cultura, la lettura e per rilassarsi con un drink ( non faccio nomi per privacy ) ma ho notato che poi sono diventati man mano dei covi per giovani che vanno a sballarsi a ‘mo di discoteca.

Ma parlo soprattutto per il mio passato, dove ho sofferto per la mancanza di un banalissimo cinema, prima esistente, poi chiuso, poi solite promesse di farlo rinascere ma senza mai completare l’opera.

Il dibattito città/periferia ci accompagna da sempre, ma piuttosto che dividerci l’uno con l’altro dovrebbe unirci, anche perchè le periferie sono le città del futuro, un luogo dove poter vivere nella fratellanza, formato da giovani carichi di energie e con voglia di cambiare, di dare spazio ad una civiltà molto spesso ignorata da chi pensa magari solo a progressi tecnologici.

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