Cultura vs Trash. Le TV di oggi a confronto.

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Ultima puntata del 2020 di Imagine – Il Mondo Che Vorrei, puntata in cui abbiamo approfondito un argomento molto attuale e che coinvolge tutti, dal pubblico più giovane a quello più vintage… Ovvero Cultura Vs Trash: le tv di oggi a confronto.

La tv da sempre è stata un mezzo di divulgazione di notizie e di cultura. Ricordo ad esempio come la generazione passata, e me ne hanno spesso parlato i miei nonni, ne ha usufruito anche per istruirsi ( nel periodo di poco successivo al termine della guerra mondiale si diffusero in tv programmi in cui veniva insegnato l’italiano proprio per contrastare l’analfabetismo e per unificare la lingua in un Paese diviso da vari dialetti ). Ci si lamenta spesso che l’offerta della tv oggi è di scarsa qualità. In molti casi è vero: è innegabile che esistono tanti programmi “spazzatura”. Eppure c’è anche un’offerta diversa, di cui forse si parla poco, che fa poco rumore. Qualche esempio? Rai 5 o Rai Storia, due canali nati nell’era digitale, nell’era delle tv moderne, dove la cerchia dei canali non è ristretta ad una decina al massimo, ma molti di più, ma che comunque fanno pochi ascolti e che quotidianamente vivono con il terrore di chiudere i battenti. Parliamo ad esempio proprio del caso di Rai Storia, che ultimamente ha fatto discutere e non di poco e che solo grazie all’intervento di pochi eletti ha avuto un lieto fine. La Rai voleva chiudere Rai Storia e Rai Sport perché sostiene di dover risparmiare: è accettabile? Si diceva di voler passare il tutto al digitale visti i costi inferiori (RaiPlay) ma la domanda che mi pongo è: se non viene impartita una giusta cultura già dai canali storici della Rai, eliminando magari molto trash e inserendo più approfondimenti, come possiamo immaginare che un giovane segua canali di cultura solo perché inseriti nel palinsesto web?

Inutile negare che il trash, esiste da sempre e a quanto pare… Piace! Chi non ha mai visto in edicola giornaletti cosiddetti scandalistici di gossip tipo Novella2000, GrandHotel e simili, una vera offesa al giornalismo vero ma che, a conti fatti, vendono milioni di copie. Esistono da sempre e perchè? Semplice, piacciono!

Per non parlare dei programmi televisivi cosiddetti Trash ( letteralmente tradotto “spazzatura”, è tutto ciò che è di cattivo gusto ). Nei programmi tv si declina in scelte discutibili, leggerezza, eccesso, maleducazione e porta con sé urla, discussioni, litigi, derisione, ridicolizzazione. In questi casi le reazioni dei protagonisti sono pianto, riso e rabbia mentre quelle del pubblico è spesso pathos.

Si, ma perchè piacciono così tanto programmi trash a discapito di quelli culturali?

  • sono leggeri;
  • non sono impegnativi: non richiedono un’attenzione costante e se si salta qualche puntata non è un dramma. Si riesce facilmente a riprendere il filo della vicenda perché le problematiche vengono riproposte, inoltre sia i giornali che i social danno man forte fornendo aggiornamenti;
  • fanno ridere: questo è un requisito indispensabile. A chiunque piace ridere delle piccole disgrazie altrui, specialmente se ci si trova di fronte a persone ingenue e sciocche;
  • infondono curiosità nel telespettatore: il quale si sente protagonista. Il successo del programma si basa sui suoi giudizi, e il televoto lo coinvolge attivamente. Non è un telespettatore passivo.
    Gli argomenti affrontati sono alla portata di tutti, non essendo di particolare rilievo: chi guarda questo genere di programmi è portato a riflettere e viene spinto, involontariamente, ad apprezzare di più quello che è e quello che possiede.
    Nei casi più disperati avviene l’emulazione. Questi programmi danno l’illusione che si possa divenire famosi con poco e che si possa guadagnare con il minimo sforzo.
  • mostrano il bello e il brutto che c’è nella vita, non una via di mezzo: o il troppo bello o il troppo brutto, l’eccesso nell’uno e nell’altro caso.

Tra i vari programmi trash del momento molto seguiti ma che, almeno personalmente, generano solo disgusto ( e non per fare il perbenista ), mi soffermo su di uno in particolare, Temptation Island: Sei coppie di fidanzati vengono chiusi per cinque settimane in un villaggio, gli uomini da una parte e le donne dall’altra e vengono tentati quotidianamente da 12 tentatori e 12 tentatrici…

Inutile dire che il Trash è diventato vera e propria cultura popolare: in Italia c’è ancora la cultura del “andare in TV” come massima aspirazione, come coronamento del proprio successo sociale. Fingere però che Temptation Island non esiste non è un atteggiamento propositivo, ciò che si può fare è analizzare il fenomeno e comprendere le debolezze, i vizi e le idee della nostra società.

Abbiamo parlato poi del tormentone estivo in fatto di trash. Non ce n’è Coviddi. Impossibile non averlo sentito o letto, anche solo di sfuggita. Ecco, ma da dove nasce? Bene, giugno 2020 sulla spiaggia di Mondello, un ridente paese nella provincia di Palermo. Una donna è in spiaggia con la sua famiglia, viene avvicinata da una giornalista che inizia a farle qualche domanda. “Signora quindi oggi mare?”, chiede la giornalista. La risposta è alquanto scontata per la donna che si trova in costume in spiaggia. “Sì sì, certo”. Poi il quesito che dà il via a tutto. Ma non ha paura?” “Non ce n’è Coviddi, non ce n’è, risponde convinta l’intervistata che con una pronuncia bizzarra del maledetto virus genera un’ondata di meme e vignette. La donna intervistata è stata addirittura invitata da Barbara D’Urso nella sua trasmissione.

Ecco, Angela Chianello, ormai conosciuta da tutti come la signora di Mondello, è diventata una star da quel momento, intervistata da tutti come fosse un premio Nobel per la scienza. Il suo account Instagram ha ormai migliaia di followers, vari programmi… trash fanno a gara per poterla intervistare e/o ospitare…

Un quadro che esprime una situazione quasi deprimente del livello culturale di certi programmi, ma che fa ancora più tristezza pensando che proprio questa fascia di programmi è molto seguita.

Molto probabilmente Angela non era stata informata su ciò che avrebbe vissuto il giorno dopo, su quali effetti collaterali quella frase avrebbe potuto generare. Eppure, sembra che il successo non l’abbia tormentata più di tanto, anzi! Addirittura è nato da poco un suo videoclip ufficiale, una frase tormentone come la sua non poteva non essere riproposta in musica, alimentando successi economici di tutto ciò che ora le sta ruotando attorno. Il suo debutto è avvenuto qualche giorno fa, con questo videoclip, girato ovviamente nella sua Mondello, ovviamente senza l’ombra di mascherine per nessuna delle circa trenta persone coinvolte e ovviamente senza il minimo distanziamento sociale: Angela da Mondello è diventata un fenomeno social, tutto in barba alle normative di sicurezza circa il coronavirus.

Ed ecco che la domanda nasce spontanea: La tv spazzatura è un problema educativo? A cosa serve se non a generare sempre più introiti economici all’industria della tv?

Queste che possono sembrare semplici domande da bar sono in realtà dei veri spunti di riflessione. La gente vuole evadere, divertirsi, ridicolizzare per sentirsi superiori. Poco importa se a farne le spese è la cultura, ormai pronta da tempo a fare le valigie da una società forse più orientata verso la banalità.

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