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Ad Imagine si parla di Immigrazione e Paura: noi guardiamo Oltre insieme a Salvatore D’Agostino

Scritto da il 14 Novembre 2020

Nel giorno in cui la Campania è stata dichiarata “zona rossa” causa pandemia covid19 in corso, noi di Onda Web Radio non ci siamo fermati con i nostri approfondimenti di Imagine – Il Mondo Che Vorrei, e abbiamo parlato di Immigrazione, puntata che abbiamo intitolato Immigrazione e paura: guardiamo Oltre! Una chiacchierata fatta anche con Salvatore D’Agostino, consigliere comunale di Giugliano (Na) e da sempre molto attento ai problemi sul sociale.

Ho pensato di dedicare una puntata ad un problema serio e spinoso come l’immigrazione pensando ad un episodio che mi è accaduto non molto tempo fa a Mercogliano (Av). In una calda giornata di agosto, sono andato con la mia famiglia a pranzo in un noto ristorante della zona… Passeggiando dopo pranzo per le stradine tipiche incontro 2 ragazzi del Senegal che impauriti mi evitano dicendo “Italiani razzisti“…e solo dopo averli rassicurati e facendogli vedere il mio braccialetto della pace mi sorridono dicendo “tu bravo, ti voglio bene my friend“… Ecco, ho preso spunto da questo episodio per riflettere e far riflettere un po’ tutti, quei ragazzi, con cui poi ho anche chiacchierato dopo pacificamente, sono scappati dalla loro terra madre, terra di origine, per sfuggire alla fame, per poter dare un futuro migliore ai propri figli. Non sono di certo venuti qui per puro svago, per fare rapine o per rubare lavoro a noi ( anche perchè sotto il profilo lavorativo c’è da sottolineare che accettano e volentieri lavori manuali, lavori che noi stessi rifiutiamo spesso, e anche sottopagati ).

Già, ma cos’è l’immigrazione? Bhè, quel fenomeno, quello spostamento di persone, di cui si sente spesso parlare dai mass-media, con un fine ben preciso: cercare fortuna in altri Paesi, trovare lavoro in altre nazioni più all’avanguardia e con un tasso di industrializzazione elevato. Gli abitanti dei paesi che li ospitano sono preoccupati poiché vedono gli immigrati stranieri, dei potenziali competitori ( e di questo ne parleremo in maniera più approfondita tra poco ). La maggioranza degli immigrati è relegata (dalla nostra società) in una posizione molto marginale, facendoli occupare abitazioni fatiscenti, senza servizi igienici, alimentando pregiudizi sulla scarsa pulizia e delinquenza, solo perché diversi per colore della pelle e cultura.

Ci siamo soffermati a riflettere su un film, Tolo Tolo

Titolo di un film che apparentemente può sembrare banale…. Ebbene secondo il mio personale giudizio assolutamente no,anzi,GENIALE!

Ecco,siamo abituati negli ultimi anni a vedere film banali (comici sarebbe un paradosso dato che parecchi attori si vantano di esserlo solo per fare battute scontate e/o volgari)… Checco Zalone no.

In questo film riesce a proporre con un filo ironico e tragicomico un tema attuale scottante: l’immigrazione. Razzismo, ipocrisia, fascismo, falsità e accoglienza sono alcune delle tematiche che Zalone affronta in questo film. Il protagonista è un personaggio immaturo e totalmente distaccato dai problemi del mondo circostante e focalizzato soltanto sul sognare ad occhi aperti, pensare ai suoi cosmetici, abiti firmati e a fuggire dai numerosi debiti e guai lasciati alle sue ex mogli, famiglia e collaboratori. Dopo aver lasciato i debiti in Italia con l’idea fallimentare di aprire un lussuoso Sushi Bar, Checco fugge in Africa per lavorare e farsi una nuova vita, fino a quando dei terroristi assaltano prima il villaggio dove lavora come cameriere e successivamente tutti i posti limitrofi. Tolo Tolo è un film sull’italiano medio, su un personaggio egoista, con idee truffaldine, di sfruttamento e senza rispetto per gli altri che passo dopo passo compie un percorso di cambiamento assolutamente non voluto, ma per costrizione e per amore, sempre con la leggerezza che lo caratterizza.

Immigrazione, la paura dell’altro al di fuori di noi… Non si può dire che non sia vero nè che la retorica anti-migranti si è diffusa a macchia d’olio in tutta Europa. Per non parlare poi di casa nostra, dove vari politici hanno praticamente fondato tutta la propria politica sulla lotta contro l’immigrazione, fomentando un odio sempre più crescente. Il senso di appartenenza ad un gruppo, ad una razza, dà indubbiamente un senso di sicurezza, ci fa sentire protetti anche perchè ci rapportiamo con il conosciuto, un familiare, a consuetudini condivise dal conosciuto. L’ignoto spaventa, sempre: l’immigrato rappresenta ciò che non è conosciuto, ma il problema è che spesso nei fatti non prevale la voglia di approfondire, di conoscere, ma di ghettizzare, estraniare, cacciare via ciò che non conosciamo. Il rifiuto dell’altro è sostanzialmente il tentativo di salvaguardare il sé e la propria identità perché ci si sente minacciati dalla diversità; la diversità fa paura ma se si vuole sconfiggere la paura è necessario conoscerla.

Nutro forte speranza nei giovani, loro possono tradurre in fatti i temi di vera fratellanza nel mondo e possono tendere una mano piuttosto che essere spinti dall’odio, dalla chiusura verso l’altro. Questo deve essere un momento di grande unità, non devono prevalere le divisioni o conflitti razziali. Dopo anni di lotta volti a non aver paura o ghettizzare l’altro ad di fuori di noi senza uno sforzo comune tutto potrebbe portarci ad essere diffidenti l’uno con l’altro, a non ritornare alla vita di sempre o migliore di prima come in tanti affermano portando l’umanità intera ad una tremenda sconfitta.

In questa mia riflessione prendo spunto da una tra le canzoni più belle del nostro secolo “Imagine” :

Immaginate che non ci siano patrie

Non è difficile farlo

Nulla per cui uccidere o morire

Ed anche alcuna religione

Immaginate tutta la gente

Che vive la vita in pace


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