Con la settima puntata di Imagine, inizia un vero ciclo di inchieste: oggi si è parlato degli Influencer.

Scritto da il 26 Settembre 2020

Sabato 26 settembre 2020. Inizia oggi ad Imagine – Il Mondo Che Vorrei un vero ciclo di inchieste verso tutto ciò che ci circonda ma che spesso non vediamo o facciamo finta di non vedere. Abbiamo iniziato con Il declino dei vecchi mestieri e l’ascesa di altri alquanto discutibili, in questo caso degli Influencer.

C’era una volta, in un mondo ormai considerato vintage dalla generazione moderna, il mestiere del Rappresentante, una figura che invogliava la clientela ad acquistare i propri prodotti basandosi sulla sua capacità innata di persuasione. Quando si incontrava una persona dotata di tale capacità si esclamavano frasi del tipo “Riusceresti a vendere anche il ghiaccio agli eschimesi!” . Tecnicamente il rappresentante era genericamente un soggetto fisico o giuridico incaricato unilateralmente da un altro soggetto fisico o giuridico al quale poteva sostituirsi nel compimento di attività varie per conto e con effetti diretti nella sfera giuridica di quest’ultimo. Erano i soli a fare quello che facevano e nel loro territorio erano un punto di riferimento; tutto questo fin quando qualcuno non ha iniziato a fare la stessa cosa con una visione più ampia portando al declino la figura del classico rappresentante. Una favola senza un classico lieto fine per questo mestiere, ormai in disuso, ma che ha favorito la nascita di un nuova figura, quella dell’ Influencer.

Già, ma chi è l’Influencer? Per definizione è una figura in grado di influenzare, in senso positivo, i potenziali clienti di un prodotto o servizio semplicemente parlandone o raccomandandolo. I social media sono i “luoghi” prediletti in cui questo avviene ed è la ragione per cui, talvolta, si parla di web influencer o social influencer. Interagiscono via chat, post, tweet con utenti e followers interessati ai temi e agli argomenti di cui si occupano. Da un’analisi approfondita si evince che in realtà l’influencer non compie un’azione pubblicitaria vera e propria, ma fa in modo che gli utenti, coloro che in realtà vedono la sua figura come un modello da seguire, percepiscono il tutto come una recensione del tutto indipendente dal prodotto. Il suo guadagno? Stellare! Praticamente viene pagato in base al numero di post sponsorizzati e alle commissioni sui prodotti venduti. Ecco, abbiamo avuto e abbiamo ogni giorno esempi, condivisibili e non, di prodotti comuni venduti ad esempio ad un prezzo stellare solo perchè “sponsorizzati” da un influencer: mi riferisco in particolar modo alla famosa acqua Evian venduta ad 8€/bottiglia, acqua pubblicizzata da lady Fedez, Chiara Ferragni. Ma il mondo influencer non si sta limitando solo a questo, ma anche ad episodi grotteschi e che fanno anche pensare che la società moderna si sta molto banalizzando, a dispetto della cultura: Un esempio è quello riguardante l’influencer Larz, noto tra gli adolescenti per essere uno dei principali utenti del social cinese Tik Tok. Qualche tempo fa si era cimentato in una discutibile “challenge”, ossia una sfida con gli altri utenti, che consisteva nel leccare oggetti in luoghi pubblici in barba alle norme di contenimento del Coronavirus. Una challenge, chiamata appunto #CoronavirusChallenge lanciata da un’altra influencer altrettanto nota, Ava Louise, che aveva leccato il sedile di un aereo. Per Larz però il destino potrebbe aver avuto in serbo un brutto scherzo. Ha infatti affermato, tramite la sua pagina Twitter (l’account del 21enne è stato ora sospeso) di aver contratto il Coronavirus, risultando positivo al tampone. Non è la prima volta che i social, ed in particolar modo Tik Tok, finiscono sotto accusa per queste challenge dal dubbio, se non dubbiosissimo gusto. A febbraio era esplosa su Tik Tok un’altra sfida, la #SaltChallenge, che consisteva nell’ingerire enormi quantità di sale tutte d’un fiato. Nulla di dannoso per gli altri ma estremamente pericoloso per l’autore del gesto, che in poco tempo potrebbe finire in coma e in dialisi per via del gravissimo sforzo da parte dei reni. Gli influencer sono persone che utilizzano i social per farsi conoscere e, alle volte, raccontano la loro vita in modo sbagliato: tutta questa ostentazione di benessere e ricchezza può essere causa di disagi tra ragazzi che magari non possono permettersi oggetti o vestiti sponsorizzati da queste persone così popolari. Spesso, infatti, compaiono sui social foto di ragazze bellissime, che sfoggiano fisici mozzafiato in costume da bagno. Scorrendo poi nelle descrizioni dei post, si può notare come, per la maggior parte, vengano pubblicizzati prodotti miracolosamente dimagranti e tonificanti.

Così molte adolescenti, alla vista di quei corpi apparentemente “perfetti” (posto che una perfezione fisica esista davvero), tentano di sedare le loro insicurezze e i loro complessi seguendo i consigli degli “Oracoli di Instagram”, pagandone poi spesso le conseguenze.

Difficilmente troveremo influencer che sponsorizzano un libro, una mostra d’arte o un evento culturale: si parla quasi esclusivamente di make up, bellezza, vestiti ed articoli di lusso, un marketing che quindi porta i consumatori ad ambire ad una vita spendacciona e appariscente. Di questo e di molto altro abbiamo avuto il piacere di parlare con un giornalista e scrittore molto noto nel panorama nazionale, Luigi Panico che ci ha mostrato, tra le tante cose, anche come la cultura può avere un ruolo fondamentale contro il materialismo che si sta sviluppando sempre di più tra i giovanissimi e sul come sfruttare gli stessi social per sviluppare più cultura e meno banalità.

Insomma, solo quando i nostri “cari” influencer capiranno come sfruttare in modo positivo l’immensa risorsa che hanno a disposizione, ovvero la popolarità, forse potranno essere davvero considerati come degli esempi da cui prendere spunto.


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