La Terra dei Fuochi: se ne parla nella sesta puntata di Imagine.

Scritto da il 19 Settembre 2020

Sabato 19 settembre 2020, giorno di festa per l’intera Napoli, si festeggia il patrono della città, San Gennaro. Noi di Onda Web Radio non ci fermiamo però mai, quando c’è da esporre problemi a carattere sociale di cui si parla sempre troppo poco noi siamo invece in prima linea. Lo facciamo anche attraverso Imagine – Il Mondo Che Vorrei e i suoi conduttori Fabio Iuorio e Francesco Palmieri.

Oggi abbiamo parlato di un argomento alquanto scottante, la Terra Dei Fuochi, delle sue radici storiche, del rapporto tra Terra Dei Fuochi e mafie, e del rapporto tra la stessa Terra Dei Fuochi e le malattie che ha provocato nel tempo e che continua a provocare.

I comuni coinvolti in questo scempio? Bene, parliamo di una lista è purtroppo molto lunga, tra Napoli e Caserta: Acerra, Arzano, Aversa, Caivano, Casal di Principe, Casaluce, Casandrino, Casapesenna, Casoria, Frignano, Giugliano, Grumo, Lusciano, Nevano, Marcianise, Marigliano, Melito, Mugnano, Nola, Parete, Pomigliano, Ponticelli, Qualiano, Santa Maria Capua Vetere, Scampia, Teverola, Trentola, Villa Literno, Villaricca. Il fenomeno, comunque, si è esteso al resto della Campania, arrivando fino alle porte di Salerno. Il fenomeno nasce dagli anni ’70, quando le organizzazioni criminali hanno intravisto la profittabilità di questo nuovo settore, poco regolato e con controlli molto sporadici. Uno tra i primi clan che hanno trovato profitto nel settore rifiuti è stato quello dei Casalesi, anche grazie alla loro capacità di controllo del territorio e gli stretti rapporti con la politica e altre organizzazioni criminali locali. Secondo quanto emerso dalle testimonianze raccolte in vari processi il traffico di rifiuti era gestito dai Casalesi tramite la società Ecologia89 ed era un business tenuto in grande considerazione all’interno dell’organizzazione, data la sua importanza strategica.

Per anni la camorra ha smaltito ogni genere di rifiuti speciali in discariche abusive o ha bruciato quei rifiuti in roghi tossici, avvelenando così terra e aria. Qualche tempo fa, la compianta Iena Nadia Toffa intervistò al proposito il boss pentito Carmine Schiavone che con le testuali parole “ Andare in discarica significava che distruggere ognuno di quei fusti costava 2 milioni, mentre dandolo ai clan costava 200 mila lire, quel materiale arrivava dalle centrali tedesche, austriache, svizzere. Arrivavano fanghi tossici, coloranti, amianto, piombo, cadmio, e persino scorie nucleari” ha dimostrato quanta crudeltà ma anche quanta stupidità ha avuto la camorra nel corso del tempo. Stupidità si, perchè in nome del Dio Denaro ha dato il via per avvelenare la natura, gli spazi dove tutti noi viviamo, anche gli stessi boss e i loro figli.

Numerose sono le malattie derivanti dalla terra dei fuochi, dal respiro di aria tossica e veleni. Tumori in primis ma ci siamo soffermati su alcuni di questi aspetti inquietanti e in particolar modo sui fattori genetici ad esempio, sul rischio fertilità nei giovani ( è’ stato infatti da poco pubblicato sulla prestigiosa rivista International Journal of Molecular Science un nuovo studio che mette in luce un inedito meccanismo di danno al Dna degli spermatozoi da eccesso di metalli pesanti nello sperma, fornendo ulteriori dati ai precedenti lavori già pubblicati dal gruppo di ricerca sul maggior rischio fertilità per i giovani che vivono in Terra dei Fuochi ) ma non solo, anche danni come autismo e Alzheimer e lo abbiamo fatto grazie all’intervento di Martina Piscopo, supervisore Aba dell’associazione progetto Praticamente.

Varie sono state nel tempo le proposte per salvare la terra dei fuochi ma a quanto pare c’è poco interesse a volerlo fare sul serio. Eppure basterebbe davvero poco. E innanzitutto la diffusione pubblica dei nominativi delle società coinvolte a qualsiasi titolo nella produzione, nel trasporto e nello smaltimento di rifiuti tossici e l’inasprimento delle pene per i reati ambientali, da equiparare a tutti gli effetti a quelli di stampo mafioso e/o terroristico, almeno per fermare il continuo dilagarsi del fenomeno. Per poi provvedere a vere bonifiche ma non con appalti fasulli affidati poi a società a stampo mafioso.

L’uomo è convinto di poter dominare la natura, ne sottovaluta la sua dipendenza. La natura è il nostro futuro e quello delle prossime generazioni, se rispettiamo l’ambiente rispettiamo noi stessi.


Opinione dei lettori

Commenta

La tua email non sarà pubblica. I campi richiesti sono contrassegnati con *



Traccia corrente

Titolo

Artista