Riparte “Imagine” e questa volta affronta il tema del Razzismo.

Scritto da il 5 Settembre 2020

Sabato 5 settembre 2020, inizia ufficialmente la nuova stagione di Imagine – Il Mondo Che Vorrei su Onda Web Radio, e lo si fa parlando subito di un argomento tanto scottante quanto pericoloso, il razzismo e la discriminazione razziale.

Sì, Razzismo, termine che dovrebbe essere ormai in disuso ma che ancora fa molto parlare di sé, nonostante l’avvento di una società definita moderna e del progresso. Una teoria secondo cui l’umanità si divide in razze superiori e inferiori e che, come ben sappiamo, ha caratterizzato gran parte della storia, provocando nient’altro che odio e morte. Stiamo assistendo, e con sommo rammarico con impassibilità disarmante, ad una ricomparsa di razzismo dopo un breve periodo di pausa post guerra mondiale, e trovando sempre nuovi capri espiatori. Bisogna dire, poi, che con il passare del tempo il suo significato è stato esteso anche a sottolineare qualsiasi atteggiamento di rifiuto del diverso da se per religione, cultura, costumi o idee politiche.

Ne abbiamo parlato innanzitutto analizzando il fenomeno nella sua evoluzione del tempo: già gli antichi greci avevano messo in pratica questa teoria malsana e contorta, definendo barbàros tutti coloro che non conoscevano la lingua greca e dividendo la società in vere e proprie categorie in cui gli schiavi occupavano l’ultimo gradino della scala sociale.Nel medioevo furono le varie religioni a creare motivo di scontro e divisione: in particolare tra cristiani e musulmani iniziò un periodo di grande guerra per uno scontro non solo di religione ma anche di cultura e razziale e in cui la paura del diverso fu strumentalizzata per motivi politici. Impossibile poi, facendo un salto nel tempo, non considerare la tratta dei negri, avvenuta nel Seicento, in cui, solo per il colore della pelle diverso, milioni di persone venivano deportate in America come schiave e trattate come merce, veri e propri oggetti. La strumentalizzazione politica di queste assurde teorie razziste giustificherà poi, come ben sappiamo, i tragici eventi messi a segno dai governi razzisti del Novecento: i nazisti, giusto per citare il caso più squallido, a causa delle insulse teorie formulate fino ad allora, ebbero la strada spianata per giustificare violenze e discriminazione verso gli ebrei, i rom, gli omosessuali, i portatori di handicap fisico e mentale, fino ad arrivare alla pulizia etnica del nazionalsocialismo hitleriano.

Come nostra consuetudine, abbiamo citato due episodi riguardo la diffusione spietata di questo fenomeno al giorno d’oggi, e nella fattispecie i casi avvenuti contro George Floyd e Fatiha Sakhri, episodi di cui si è parlato tantissimo nel corso di questi ultimi mesi e che hanno mostrato all’intero mondo quanto possa essere spietata un uomo nei confronti di un suo simile solo a causa di futili ed insulse discriminazioni.

Una citazione speciale è stata fatta a Daniela Ruggiero, che abbiamo anche potuto intervistare, una delle founder dell’Associazione Tecla di Napoli, associazione che molto ha dato e molto ha ancora da dare per l’integrazione, e che mira a favorire e valorizzare lo sviluppo dell’arte e della cultura, sensibilizzare la comunità locale circa le problematiche delle minoranze e dei migranti, diffondere la cultura italiana, promuovere l’interazione tra linguaggi artistici diversi, sostenendo così l’interculturalità.

Non dobbiamo fermarci alla superficie del tema razzismo, tema in cui spesso, troppo spesso, tutti rischiamo di scivolare. Fenomeno che oggi, in un mondo globalizzato, non dovrebbe neanche essere discusso ma che fa sempre molto parlare di sé: il diverso ci spaventa, preferiamo ignorare le diversità se le avvisiamo come minacce. Già, diversità, ma diverso da chi? Chi può stabilire chi è diverso rispetto ad un altro? Chi può essere così onnipotente da ergersi come superiore rispetto ad un suo simile? Chi può stabilire la superiorità di una razza rispetto ad un’altra? Beh, questo è un vero spunto di riflessione, sarebbe opportuno che ognuno di tutti noi lo approfondisse con la propria coscienza.


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