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L’Omofobia è l’argomento della terza puntata di Imagine

Scritto da il 25 Luglio 2020

Ed eccoci arrivati alla terza puntata di Imagine – Il Mondo Che Vorrei trasmessa da Onda Web Radio e condotta da Fabio Iuorio e Francesco Palmieri.

Anche oggi un tema scottante è stato padrone indiscusso della trasmissione, l’Omofobia, affrontato seguendo dei punti chiave:

  • Cos’è l’omofobia;
  • Breve percorso storico del fenomeno dell’omofobia;
  • Episodi omofobici che accadono ancora al giorno d’oggi;
  • Possibili soluzioni dei vari governi compreso quello italiano.

L’omofobia viene intesa come la paura e l’avversione nei confronti dell’omosessualità, bisessualità o transessualità, il tutto basato sul pregiudizio. Ecco, e fin dall’antichità ha avuto purtroppo delle basi ben stabili nella mentalità umana: ricordiamo ad esempio come la stesso Platone nell’antica Grecia condannava i rapporti omosessuali definendoli “contro natura”, o, andando avanti nel tempo, i nazisti credevano addirittura che l’omosessualità fosse una malattia, creando così dei programmi per “curare” questi soggetti dai loro mali attraverso umiliazioni e duro lavoro. Una via di sopravvivenza per alcuni omosessuali era addirittura la castrazione. Parlando di omosessualità e nazifascismo non abbiamo potuto fare a meno di ricordare un film capolavoro del 2003, La Finestra di fronte di Ozpetek con Giovanna Mezzogiorno, Raul Bova, Filippo Nigro e il compianto Massimo Girotti: l’uomo protagonista è Davide Veroli, ebreo ed omosessuale scampato al rastrellamento del 1943, durante cui dovette scegliere se avvertire il maggior numero di persone o l’amato (Simone). Davide optò per la prima scelta (la donna che ora lo accudisce nel film era una bambina che si è salvata grazie a lui) e purtroppo Simone non si salvò, motivo per cui Davide ha trascorso l’intera esistenza a rimpiangerlo.

Un ospite d’eccezione nonché un attore formidabile ci ha fatto compagnia per buona parte della trasmissione, rendendosi disponibile non solo a rispondere alle nostre domande/intervista ma anche a poter affrontare il tema omofobia raccontandoci anche aneddoti della sua stessa vita, Cosimo Alberti. Una persona perbene, e tra l’altro molto sensibile su questo tema. Seppur ha dovuto subire atti di bullismo da ragazzino per la sua omosessualità, non ha mai mollato, anzi, è riuscito anche a coronare il suo sogno d’amore poco tempo fa sposando il suo Cristian, e in un appello radiofonico si è anche raccomandato per chiunque si trovi o si è trovato in episodi di angheria come quelli subiti da lui, di poter trovare anche sostegno da apposite Associazioni dislocate sul territorio napoletano e nazionale. Con Cosimo abbiamo parlato anche di una notizia che ha come tema centrale l’omofobia: Il 19 luglio per la precisione, un ragazzo 15enne di Piacenza è stato aggredito mentre si stava dirigendo verso il flashmob “Dà voce al rispetto” organizzato dall’Arcigay in supporto alla legge Zan-Scalfarotto contro l’odio omotransfobico. Praticamente è stato insultato da 4 ragazzi che gli hanno strappato dalle mani la bandiera arcobaleno che portava con sé, lanciandogliela sul volto: la dimostrazione pratica che le discriminazioni in generale, ma ancor più quella verso l’altro al di fuori di sé, non è stata ancora debellata dalla cosiddetta società moderna, una società che dovrebbe fare della cultura e della parità il suo ideale per eccellenza.

Si è parlato anche di una notizia che sta facendo discutere un po’ in tanti nel mondo politico e non, ovvero l’approdo alla Camera di una proposta di legge del deputato Alessandro Zan, esponente della comunità LGBT, che introduce il reato di discriminazione verso gay e transessuali. Se il testo entrasse in vigore, verrebbero modificati gli articoli 604-bis bis e 604-ter del Codice penale sui reati di violenza e discriminazione, introducendo una specifica fattispecie per i comportamenti discriminatori motivati dall’orientamento sessuale. Una legge che ha lo scopo di “Contrastare i crimini d’odio”, come afferma il deputato Alessandro Zan, lui stesso vittima di minacce e insulti in ragione delle sue scelte sessuali. La legge è attualmente al vaglio dei deputati e – salvo deroghe e colpi di scena – dovrebbe entrare in vigore entro la fine dell’estate. Una proposta di legge che non solo tutela i diritti della comunità LGBT ma punisce anche il sessismo e la misoginia; difatti le donne sono i soggetti più colpiti da violenza, emarginazione e discriminazione sul lavoro.

Ora tralasciando eventuali diatribe politiche, credo sia giusto da parte di un governo poter affrontare il problema, non nasconderlo in eterno per timori o tabù, non si addicono ad una società moderna. La libertà di ogni singola persona deve essere sotto ogni profilo, compreso l’orientamento sessuale. La discriminazione è simbolo di ignoranza. Noi tutti, società della cultura, dobbiamo combattere proprio attraverso la cultura, l’unica vera arma per combattere le ingiustizie sociali.