Le interviste di Onda Web Radio: Cristina Cafiero

Scritto da il 20 Luglio 2020

In un mondo dove la parola Artista è presa un po’ troppo alla leggera, ecco che spunta come un fiore in un deserto un nome, Cristina Cafiero, una vera luce in un mare buio, la nuova voce del panorama musicale italiano.

La giovanissima star napoletana mostra fin da bambina i suoi interessi per la musica: già ad appena 11 anni studia musica con il maestro Gianfranco Caliendo, componente della storica band degli anni ‘70 Il Giardino Dei Semplici. Da quel momento si dedica anima e corpo all’approfondimento della materia, fino a partecipare a diversi stage di musicisti, discografici e autori importanti del panorama nazionale e a conseguire la laurea in canto jazz presso il Conservatorio di Salerno G. Martucci.

Ho avuto modo di conoscerla attraverso i social e soprattutto grazie alla trasmissione che conduco insieme a Francesco Palmieri su Onda Web Radio, Imagine – Il Mondo che vorrei – Ne sono rimasto folgorato, una vera cantante con la “C” maiuscola che nonostante il successo resta umile, con i piedi per terra. Sono riuscito a strapparle una breve intervista che riporto qui per i nostri lettori:

Ciao Cristina e innanzitutto grazie per avermi concesso quest’intervista. Una carriera, la tua, costruita con basi solide, studi approfonditi e iniziata dalla gavetta … Come e quando nasce il tuo amore per la musica?

Il mio amore per la musica nasce da piccolina. Per me è stata come una dolce medicina. Mi ha salvata, letteralmente. Così a 10 anni ho iniziato a prendere le prime lezioni di canto e ancora oggi continuo a formarmi e a imparare cose nuove. Ho frequentato diversi stage con artisti di calibro nazionale e internazionale come Bungaro, Serena Brancale, Diego Calvetti, Maria Pia De Vito, Grazia Di Michele, Roberto Casalino, Norma Winstone ecc. Nel 2017 ho frequentato il C.E.T di Mogol, una delle esperienze più belle della mia vita, dove mi sono diplomata in autore di testi, frequentando appunto il corso di autori tenuto da Giuseppe Anastasi, Cheope e Maurizio Bernacchia e lo stesso, immenso, Mogol. A luglio del 2019 mi sono laureata in canto jazz presso il conservatorio di musica di Salerno. Nello stesso anno, ho pubblicato il mio primo Ep, “ANIME”, formato da 7 brani, tutti scritti da me e arrangiati da Pino Tafuto. Grazie a questo progetto ho avuto la possibilità di farmi conoscere anche dalle radio, una di esse è Radio Marte, che ha inserito in rotazione “Viola”, una traccia dell’album e non solo. Ho tentato anche la strada verso Sanremo Giovani 2020, dove sono rientrata nei 65 artisti selezionati dalla Commissione Musicale presieduta da Amadeus, in veste di direttore artistico, e composta da Claudio Fasulo, Gianmarco Mazzi, Massimo Martelli e Leonardo De Amicis, con un brano scritto da me, “IN PUNTA DI PIEDI”, prodotto da Nello Giudice e realizzato all’interno del progetto Musikattiva social recording studio di Salerno.

Quale tra i brani da te stessa scritti lo senti più rispetto ad altri?

Ogni brano che ho scritto rappresenta qualcosa di me, è parte di me, di quello che ho vissuto anche attraverso le vite degli altri. Ultimamente mi sento più vicina a brani come “ In punta di piedi”, forse perché ho scoperto che cantare in napoletano e in italiano mi piace, mi fa sentire a casa. Ma ognuno racconta quello che sono e che sono stata.

Riesci a parlare nelle tue canzoni di argomenti sociali molto toccanti, spesso trascurati, come ad esempio in Viola … Come nasce l’idea di questo brano?

Viola è un brano a cui sono molto legata. E’ nato dopo aver sentito la storia di una mia cara amica, quello che ha vissuto durante il liceo. Parla di bullismo, fenomeno che purtroppo ancora oggi esiste e che forse, in alcuni casi, si sottovaluta. Credo, come dice anche Niccolò Fabi in una sua canzone, dovremmo cominciare ad insegnare la gentilezza nelle scuole per cercare di combattere questo fenomeno che distrugge tanti ragazze e tante ragazze fragili. Siamo tutti speciali e unici. Nessuno è migliore di un altro. Questo è quello che tutti, sin da piccoli, dovremmo capire.

Ci sono artisti che hanno influenzato la tua impronta musicale?

Sono nata e cresciuta con la musica del grande Pino Daniele, lui più di tutti è il mio faro nella musica. Poi crescendo ho conosciuto l’arte di Niccolò Fabi ed è stato subito amore. Ammiro la sua forza e il suo modo di scrivere sia i testi che le musiche. Ogni volta che ascolto un suo brano mi sento “svuotata” da tutte le angosce o ansie che vivo. E’ sempre un viaggio introspettivo e mi piace questa idea della musica. Poi, per quanto riguarda la vocalità, Giorgia, Mina ed Amy Winehouse sono le artiste che più mi hanno influenzata.

Ultima domanda: descrivi 2 canzoni di altri cantanti che ami e perché

Non posso non citare Napul’è di Pino Daniele. E’ una poesia, una dedica a una Napoli piena di bellezze che pochi vedono e che pochi rispettano. Sarà che sono napoletana, ma ogni volta che ascolto quella canzone, parte la lacrimuccia… E poi “Solo un uomo” di Niccolò Fabi, perché riesce a raccontare l’essere umano con le sue debolezze, le sue meraviglie, le sue fragilità e anche i suoi lati più oscuri e vili, in un modo che ti spiazza e ti lascia senza parole. Concordi pienamente con quello che dice, ti rendi conto che effettivamente, siamo come ci racconta.

Chiacchierare con Cristina è davvero piacevole, nelle sue parole si scopre una persona vera oltre che una cantante molto preparata e dalla voce soave. Noi di Onda Web Radio siamo orgogliosi di averla conosciuta fin dall’inizio della sua carriera che sarà sicuramente piena di soddisfazioni anche nel prossimo futuro. Un ringraziamento sincero da parte mia per avermi dedicato il suo tempo e avermi fatto scoprire la sua bellissima musica.


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