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Loredana Bertè, genio e follia della musica italiana

Scritto da il 9 Maggio 2020

Se è vero che il genio è follia allora un esempio tipico della musica italiana è Loredana Bertè.

Nata a Bagnara Calabra il 20 settembre 1950, inizia ad entrare nel giro dello spettacolo al Piper Club di Roma nel 1965 e, dopo aver avuto occasione di recitare a teatro con artisti del calibro di Marcello Mastroianni, Alberto Lionello ed altri ancora, riesce a scoprire la sua vera passione, la musica.

Nel 1975 arriva il suo primo successo discografico con Sei Bellissima, testo che pur rispecchiando il suo stile e le sue qualità canore, è interpretata con toni più delicati. Non potrebbe essere altrimenti visto il tema della canzone: racconta infatti di una donna che non riesce a dimenticare un suo ex, un rapporto di Odi et Amo per dirla alla Catullo, un uomo che dapprima usa con lei toni di violenza verbale (vali meno di niente) e poi le dice sei bellissima. Testo che resta sempre attuale, ci riporta a temi che affronteremo in altri articoli circa la violenza contro le donne. Violenza che ha sempre caratterizzato in negativo la sua vita (il padre ne usava parecchia contro la madre e contro le 2 figlie, Loredana e Mia Martini). Altre canzoni le hanno poi dato la consacrazione del suo successo: E la luna bussò, Mare d’inverno (quest’ultima scritta da Enrico Ruggeri e arrivata al quarto posto della top team degli LP più venduti), Non sono una signora ed altre ancora. Le sue canzoni e la sua voce graffiante l’hanno resa una star della musica italiana e soprattutto grazie al suo essere da sempre una persona sopra le righe.

Durante un’intervista a Domenica In del 1997 afferma “la musica, a differenza degli uomini, non tradisce”. Questa frase ha da subito colpito un po’ tutti, sappiamo che la sua fiducia verso il sesso maschile è sempre stata poca: violentata da suo padre da ragazzina, ha subìto un forte trauma di cui conserva ancora dentro le cicatrici, per non parlare del suo rapporto burrascoso con gli uomini diventata adulta, e soprattutto con grande amore della sua vita, il campione di tennis Bjorn Borg, una sorta di amore/odio e che l’ha fatta entrare per parecchio tempo in un vortice di amore morboso e malato, causa anche di un suo tentato suicidio.

Donna estrosa, ha dato vita alla ridicolizzazione degli stereotipi sociali con gesti, parole, canzoni: ricordiamo come ad esempio ha iniziato ad usare fin da giovanissima anche sul palcoscenico minigonne strette e molto corte, o ad esempio nel 1986 ha destato scandalo presentandosi a Sanremo con una finta pancia da donna incinta. Chiunque pensi che abbia creato un personaggio da palcoscenico ad hoc per avere successo si sbaglia di grosso: Loredana è così anche come persona, una donna ammirevole e che non finisce mai di stupirci per la fantasia, il coraggio delle idee, la voglia di libertà. Una sua dote colpisce più di tutte, la tenacia di chi vuole essere comunque protagonista della sua vita a dispetto delle avversità. Nonostante le numerose sventure che hanno segnato la sua vita, Loredana è un esempio che dalle ceneri si può sempre rinascere come una Fenice, credo che sia un esempio da seguire, non solo per la sua musica ma anche per essere una persona fuori dal conformismo sociale, capace di combattere con le unghie e con i denti per scalare la salita verso il successo personale.