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Il teatro napoletano, storia di una vera arte nel DNA

Scritto da il 8 Maggio 2020

Napoli, città dalle mille sfaccettature o, citando il grande Pino Daniele, Napule è mille culure. Già, ma città da sempre patria di grande teatro e di grandi autori. Noi stessi siamo teatro in un certo senso!

Questa città è teatro,qui chi parla, qualsiasi cosa dica o racconti, è l’attore e chi ascolta, anche per un solo minuto, è il pubblico. Nulla è finzione, eppure tutto è teatro.

Nel teatro napoletano prenovecentesco spicca la figura di una maschera, Pulcinella: Allegro e spensierato, triste e malinconico, furbo e un po’ accattone, saggio e infantile, folle e poi assennato. L’ultimo grande interprete di questa maschera fu Antonio Petito che riuscì a plasmarlo, facendolo diventare sempre più furbo permettendo poi ad Eduardo Scarpetta di trasformarlo con uno dei suoi più grandi personaggi, Felice Sciosciammocca.

Citando Eduardo Scarpetta possiamo spostare l’attenzione sui fratelli De Filippo,suoi figli “illegittimi”, e che sono la massima espressione del teatro partenopeo del Novecento. Eduardo, più riflessivo rispetto ai fratelli, si impegnò a scrivere ed interpretare commedie del calibro di “Gl esami non finiscono mai”, “Peppino Girella”, “Napoli Milionaria”…Quando scrisse quella commedia che è poi diventata Napoli Milionaria è il 1945 e l’Italia è appena uscita dall’incubo della Seconda Guerra Mondiale.Celebre la sua frase finale di quest’opera, “adda passà a nottata”, riferendosi non solo alla febbre della figlia e alle parole del medico, ma a tutto il periodo di distruzione che aveva sconvolto il mondo intero. Frase ottimista, ricca di speranza, dopo una notte buia arriva sempre l’alba di un nuovo giorno, e che anche oggi è sempre attuale ( non è un caso che in questi giorni, al culmine di un periodo difficile e senza precedenti, siano in molti ad aver rispolverato e citato più volte poche e semplici parole in cui Eduardo De Filippo riuscì a racchiudere la speranza e l’attesa di un domani migliore.).

Portando la nostra “macchina del tempo” ai tempi moderni ecco che spicca per comicità e innovazione un’altra grande figura del teatro prima e del cinema poi, Massimo Troisi, Troisi nasce artisticamente parlando con 2 suoi amici diventati poi anch’essi grandi attori, Lello Arena ed Enzo De Caro in una trasmissione televisiva della Rai del 1977, “No Stop” (suo trampolino di lancio verso il successo). Suo merito è quello di aver trasformato il classico cabaret comico in vero e proprio teatro, il trio de La Smorfia rappresenta tutt’oggi un esempio per giovani attori,un modello da seguire. Poeta moderno, capace di avere un’ironia molto sottile, decide di compiere anche il passo verso il cinema che lo ha consacrato tra i migliori attori cinematografici di sempre con pellicole del calibro di “Ricomincio da tre”, “Scusate il ritardo” e, infine, “Il Postino” (film che gli ha portato anche il tributo di un oscar come miglior attore).

Napoli è stata e sarà sempre patria di arte, cultura e teatro. Come dicevo ad inizio articolo in fin dei conti siamo tutti noi napoletani dei “teatranti”… Il ricordo di questi grandi “mostri sacri” del passato ha appassionato tanti nuovi attori, talentuosi e non. E sono sicuro che tra non molto saremo qui ad omaggiare una nuova creatura artistica della nostra madre terra Napoli.