Ascolta Onda Web Radio

Diamo voce a chi non ha voce

Traccia corrente

Titolo

Artista


Cut Capers / Metropolis

Scritto da il 2 Marzo 2020

CUT CAPERS / METROPOLIS

Immagina… Un’atmosfera da discoteca nella New York degli anni 1920: a piccoli tavoli, uomini in giacca e cravatta gessata cercano di conversare spiritosamente con debuttanti in abiti svolazzanti, fumando elegantemente da lunghi bocchini. Camerieri in grembiuli bianchi scivolano intorno, distribuendo gin da teiere in tazze e piattini di porcellana cinese; questa è l’era del proibizionismo e vendere alcolici è illegale. Sul palco una grande band è in pieno vigore, trombe e tromboni scatenano una tempesta per quelli che si trovano sulla pista da ballo affollata che possono tenere il passo.


All’improvviso la porta si apre. È un raid della polizia! Caos; una bottiglia viene rotta, la gente urla, i tavoli vengono rovesciati e i signori meno galanti fanno una pausa per le uscite laterali. La cantante al microfono sorveglia la stanza, si guarda intorno ai musicisti, annuisce e salta su una grande, incongrua leva in ottone chiaramente etichettata “Non tirare”. Sul retro del palco appare un vortice nero e vorticoso, che cresce rapidamente per inghiottire tutti quelli sul palco, dopodiché si restringe altrettanto rapidamente in un piccolo punto nero, prima di ammiccare dall’esistenza. Nel club, c’è silenzio per alcuni istanti mentre tutti fissano a bocca aperta il palcoscenico vuoto, prima che riprenda la frenesia.


“Ottima atmosfera Gatsby”


Nel frattempo, nel 2019, in un noto festival musicale nel Somerset, un duo hip-hop si esibisce tra la folla godendosi il sole estivo. Un punto nero si gonfia e l’intero ensemble si deposita senza tante cerimonie nel mezzo del concerto. I rapper e il cantante si guardano l’un l’altro, scrollano le spalle e l’intero ensemble si lancia in “Get Movin”, per un ricevimento estatico.


Che ci crediate o no, questo è il modo più semplice a cui potrei pensare di darvi un sapore della gioia frenetica e anacronistica che vi aspetta ascoltando Metropolis, il secondo album in studio del favoloso Cut Capers. Sebbene incorporare Swing in un contesto moderno non sia nuovo, sia Lily Allen che, in larga misura, Robbie Williams ci hanno provato, nessuno dei due è riuscito con successo. Il jazz della big band e il rap veloce (in inglese e spagnolo, non meno) non sono compagni di letto naturali, ma i nove pezzi con sede a Bristol lo gestiscono senza sforzo.


Come ‘Get Movin’, la traccia di apertura, ‘Wait Just A Minute’, ‘Elephant’ e ‘Feet off the Ground’ hanno tutti l’atmosfera di Great Gatsby al massimo, ma i Capperi non sono un branco di pony, queste canzoni sono bilanciate da numeri più profondi, come “Wait Just a Minute” e “I Know” che ricordano le icone pop degli anni ’80 Sade e Swing Out Sister. C’è un suono molto commerciabile qui, che si adatterebbe perfettamente dietro alcune delle danze del gruppo professionale su Strictly.


“Unico”


Cresciuto nell’era dei dischi in vinile, mi capita spesso di fare una menzione anche alle copertine. Tuttavia, il paesaggio urbano in stile cartone animato sulla parte anteriore di Metropolis ripaga il tempo di studio. In esso troverai riferimenti ai titoli in: vedi se riesci a individuarli tutti.


Un mix così eclettico di musicisti solleva anche alcuni strani paragoni: la voce parlata di “Alright” mi ha fatto pensare a “Ebeneezer Goode” dei maestri rave degli anni ’90, The Shamen, mentre le influenze spagnole si abbattono sull’Euro a tarda notte più rilassato scena da club. L’album termina perfettamente con “One More Drink”, il cui inizio solenne ritmo mi ha ricordato la scena del funerale di strada nel miglior film Bond di Roger Moore, Live and Let Die.


È importante sottolineare che questo disco non è solo molto divertente da ascoltare, mi fa anche venire voglia di uscire e vedere i Cut Caper fare le loro cose uniche dal vivo. Catturali ora, nel caso in cui un bizzarro buco nel continuum spazio-temporale li trascini indietro ai ruggenti anni Venti.